LAGHI DELLA VALLE ANTRONA
Valle Antrona
Descrizione Percorso
Dalla ex capitale siderurgica della Bassa Ossola, Villadossola, ai laghi di Antrona, Campliccioli e dell’Alpe dei Cavalli (Cheggio), fra i più bei laghi prealpini, ai piedi dell’Andolla e della Weissmies.
Torna all’elenco dei percorsi
Il lungo tracciato della GTA in Piemonte che ammonta a più di 1000 km
GRANDE TRAVERSATA DELLE ALPI – GTA: TRATTO NORD PIEMONTE
Alpi Veglia-Devero
Descrizione Percorso
Il lungo tracciato della GTA in Piemonte che ammonta a più di 1000 km è stato diviso, anche per ragioni pratiche di scarico e gestione dei dati, in 3 grandi tratti corrispondenti alle aree nord, centro e sud della Regione. La parte nord prende avvio da Cannobio sul Lago Maggiore e si sviluppa attraverso una notevole varietà di contesti di grandissimo valore ambientale e paesaggistico. Si risale dapprima verso nord attraverso la Val Maggia svizzera o, in variante, lungo la selvaggia Alta Valle dell’Isorno puntando verso la Val Formazza, estremo lembo del Piemonte incuneato tra i Cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese. Dalla Frazione Riale, punto estremo verso nord da cui si dipartono i collegamenti per i colli della vicina svizzera, inizia la lunga discesa verso sud transitando prima di tutto attraverso gli incantevoli altopiani delle Alpi Veglia e Devero fino a scendere a Varzo. Ci si porta quindi nella vicina Val Bognanco dove il tracciato si sdoppia ed è possibile scegliere se seguire il tracciato principale che rimane delle medie e basse valli Antrona, Anzasca e Sesia oppure se percorrere la più impegnativa variante che attraversa zone di alta montagna e si riconnette al tracciato principale presso Alagna Valsesia. Da Alagna il tracciato porta verso Riva Valdobbia ed infine a svalicare nel territorio biellese da cui prende avvio il tratto centrale della GTA.
Info e tappe: https://www.piemonteoutdoor.it/it/attivita/escursionismo/grande-traversata-delle-alpi-gta-tratto-nord-piemonte
Torna all’elenco dei percorsi
Un percorso che percorre tutta la Valle Antrona
VIA ANTRONESCA
Valle Antrona
Descrizione Percorso
La “Strada Antronesca” percorre interamente la Valle Antrona, conosciuta, fra le vallate ossolane, come la “valle del ferro” per le numerose miniere a cui è legata la formazione, nel XIX secolo, del centro siderurgico di Villadossola. Lunghe carovane di muli e di asini trasportavano il ferro a Villadossola che era il centro principale per il commercio del ferro. La bontà del metallo antronese era conosciuta dappertutto e veniva esportato anche in Svizzera.
La “Strada antronesca” fu quindi anticamente praticata per passare dalla valle Antrona in Valle di Saas, attraverso il passo di Antrona o di Saas (2883 m) e quindi come uno dei collegamenti principali tra l’Ossola e il Vallese, congiungendo Villadossola con Visp. Questa strada non raggiunse mai l’importanza di quella del Sempione, protetta dai governi dello Stato di Milano e del Vallese e servita da una importante corporazione di Someggiatori. Il problema principale era naturalmente quello della manutenzione, giacché le strade di montagna sono le più soggette a deperimento dovuto a valanghe, smottamenti e frane. Il fatto che nel secolo XVI la fiera annuale del bestiame sia stata portata a Villadossola anziché a Macugnaga, fa presumere che nei secoli XV e XVI questa strada sia stata mantenuta efficiente.
Questa situazione, caratterizzata dalla presenza di molteplici valichi usufruibili dal traffico commerciale si mantiene vivace fino al XVIII secolo, quando venne mutata dall’apertura della strada Napoleonica che, attraverso il passo del Sempione, raggiungeva Ginevra e quindi il cuore dell’Europa. La supremazia del Sempione era già emersa nel Seicento all’epoca della mulattiera della Val Divedro lungo la quale passò il commercio del sale ad opera del nobile vallesano Kaspar Stockalper, “Le roi du Simplon”.
Il 6 ottobre 1996 viene inaugurato il primo tratto della “Strada Antronesca” ripristinata dalla sezione CAI di Villadossola e il 17 agosto 1997 il secondo tratto da Antrona a Saas Almagel. Dal 2010 questo percorso è stato inserito nel progetto “Strategico” Interreg VETTA.
Per la “Strada Antronesca” si apre una nuova era, quella dell’“Escursionismo Culturale”.
Info e tappe: https://www.piemonteoutdoor.it/it/attivita/escursionismo/antronesca
Torna all’elenco dei percorsi
Escursione che porta alla scoperta dei resti di una grandiosa frana del passato
LAGO DI ANTRONA
Valle Antrona
Descrizione Percorso
Escursione che porta alla scoperta dei resti di una grandiosa frana del passato e dopo un tragitto rilassante e spettacolare a bordo lago indugia in un emozionante passaggio “all’interno” di una cascata, come nei classici film di avventura!
località di partenza: Antronapiana (908 m)
località di arrivo: Lago di Antrona (1105 m)
quota massima: Cascata Sajont (1145 m circa)
dislivello: 250 m circa totali
distanza: 6,5 km totali
tempo di percorrenza al netto delle soste: 2 ore e 30 minuti totali
tipologia di percorso: misto (sentiero, asfalto, sterrata)
segnaletica: cartelli bianco/rossi
acqua: fontane in Antronapiana, al lago e lungo il percorso
periodo consigliato: da maggio a ottobre
come arrivare: dista 22 km da Domodossola. Lungo la SS33, 6 km a sud di Domodossola, uscita Villadossola, quindi seguire i cartelli blu “Antrona”. Parcheggi lungo via Provinciale. In autobus: linea Domodossola-Antrona, fermata Antronapiana (www.comazzibus.com).
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi – www.distrettolaghi.it; Comune di Antrona Schieranco – www.comune.antronaschieranco.vb.it; Unione Montana Valli dell’Ossola – www.umvo.vb.it; Parco Naturale Alta Valle Antrona – www.areeprotetteossola.it
L’itinerario
Dopo esser stati nel centro di Antronapiana, dominato dalla mole della chiesa di San Lorenzo, edificata nel XVII secolo a sostituzione della duecentesca parrocchiale andata distrutta nella frana, ci si dirige verso la provinciale per imboccare la passerella pedonale che si trova proprio accanto alla fermata dell’autobus e arrivare così su un terrapieno tra un canale ed il torrente Ovesca, su cui si trova una piacevole area picnic con giochi per i bambini (fontana).
Dopo la sacrosanta tappa si percorre il sentierino sulla massicciata mantenendo il torrente Ovesca alla propria sinistra fino ad arrivare alla pista di pattinaggio. Da qui si prosegue su sterrata in direzione di un casolare, con la borgata alle proprie spalle, arrivando così su asfalto. Da qui a destra per un brevissimo tratto per poi imboccare la mulattiera a sinistra (cartelli “Antrona Lago 0h40”). La salita selciata si fa decisa ma piacevole e sempre in ombra, arrivando alla piccola borgata di Cimallegra (1014 m), formata da case completamente di pietra immerse nella tranquillità del bosco. Ancora una breve salita porta di nuovo sulla strada asfaltata all’altezza di una abitazione (curiosa fontana con testa di mostro!). Si percorre un tratto di asfalto fino dopo la curva, dove si deve prestare attenzione ad un sentiero un po’ nascosto sulla sinistra (cartello “Antrona Lago”).
Il sentiero scende in modo abbastanza ripido tra pietre (segni bianco/rossi) e quando si pianifica ci si trova in mezzo al bosco, con un idilliaco ponte di legno e una rilassante panchina da meditazione su cui soffermarsi qualche tempo nel piacevole ascolto dei suoni della natura come lo scorrere tranquillo del torrente gorgogliante.
Si riprende la marcia e con andamento irregolare si percorre un interessante tragitto tra i resti di qualche antica frana (segni bianco/rossi e ometti di pietre) fino a tornare su strada asfaltata. Si prosegue ora su asfalto verso sinistra arrivando al bar-ristorante che anticipa il lago di Antrona di cui ora percorrerete il periplo.
Il Lago di Antrona è un lago naturale creato però da una colossale frana il 27 luglio 1642. Dalla cima di Pozzuoli si staccarono 12 milioni di metri cubi di rocce che ricoprirono il fondovalle per oltre 2 chilometri, arrivando fino alle porte di Antronapiana, seppellendo una quarantina di case e purtroppo un centinaio di abitanti.
Il giro del lago è possibile in entrambi i sensi ma suggeriamo quello in senso orario poiché la prima metà si snoda su tranquilla strada sterrata, ampia e pianeggiante, facile da percorrere.
Lungo il lago si trovano anche tavolini di legno ma non fatevi affidamento nelle domeniche di bel tempo poiché si tratta di una classica gita estiva e trovarne uno libero potrebbe essere impresa epica. Meglio partire già con l’idea di fermarsi sulle pietre più prossime all’acqua raggiungibili con brevissime deviazioni dalla sterrata.
Si passa dunque alle spalle del bar-ristorante prendendo la stradina verso sinistra per poi abbandonarla e scendere con una sterrata verso destra, più vicini alle sponde del lago (cartelli “Giro del Lago”).
Dal bar alla fine del lago si percorre un tratto della Strada Antronesca, antica via di collegamento che attraverso il Passo di Saas (detto anche Antronapasss, 2839 m), metteva in comunicazione l’Ossolano con la svizzera Saastal. Usata forse già in epoca romana, rimase danneggiata dalla frana che creò in lago e perse definitivamente importanza con la costruzione della strada Napoleonica del Sempione.
Si continua sempre sulla riva del lago fino ad arrivare ad un ponte che segna l’estremità del lago e permette di attraversare il torrente Troncone che qui si incunea suggestivo tra le rocce. Il percorso si fa più stretto e porta in breve ad una ripida scala metallica che diventa poi passerella sospesa e permette un suggestivo passaggio all’interno della cascata del Sajont, così da avere un “punto di vista” inconsueto, un’avventura da non mancare!
Attenzione: meglio non percorrere questo tratto con forti piogge e temporali che potrebbero ingrossare improvvisamente la cascata, e da non percorrere in inverno per la presenza di ghiaccio.
Terminata la passerella metallica si prosegue su sentiero con andamento altalenante inizialmente in discesa, poi leggermente in salita per poi scendere decisamente dopo il primo bivio che va preso verso destra. la discesa abbastanza decisa porta di nuovo in prossimità dell’acqua e si prosegue poi in piano lungo le rive passando tra grossi massi e arrivando alle spalle del bar-ristorante. Il ritorno avviene sulla medesima strada dell’andata.
Per saperne di più:
Il comune
Antrona Schieranco, questo il nome del comune in cui ricade la passeggiata, è un comune nato nel 1928 dalla fusione di Antrona Piana e Schieranco.
Stambecchi equilibristi
Chi non ha mai visto le incredibili immagini degli stambecchi in precario equilibrio sulla ripide pareti di una diga? Gli arditi ungulati si arrampicano sulle ripide pareti sfruttando ogni minimo appiglio e in perfetto equilibrismo per leccare il salnitro di cui sono golosi e che serve per il loro benessere. Pochi sanno che la diga in questione si chiama Cingino e si trova proprio nella zona di Antrona. Dagli anni Venti sono numerose, infatti, le dighe presenti in questo territorio, dighe usate per la produzione di energia elettrica (escursione lunga: circa 1200 m di dislivello e 8 km solo andata dal Lago di Antrona).
Viganella
Questa borgata si trova lungo la provinciale che da Villadossola sale verso Antrona. La citiamo per una caratteristica unica: stanchi di non vedere mai il sole per i tre mesi invernali, han costruito sul monte antistante uno specchio di 40 metri quadri che riflette il sole nella piazza della borgata.
consigli per i baby escursionisti
Con i passeggini è possibile andare da Antronapiana fino al lago percorrendo completamente la strada asfaltata (da evitare nelle domeniche di alta stagione). Il giro completo del lago invece non è possibile, si può arrivare solo fino al ponte sul torrente Troncone. Nessun problema con zainetto porta bimbo, mentre sconsigliato il marsupio nel tratto delle passerelle metalliche.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino, Annalisa Porporato
Torna all’elenco dei percorsi
Il giro del “Pizzo Andolla”
“FERRATA DEL LAGO”, UN PAESAGGIO INCANTEVOLE TRA ITALIA E SVIZZERA
Valle Antrona
Descrizione Percorso
Nascita della Ferrata del Lago
Il 26 marzo 2002 si riuniscono, alla Casa Alpina del Club Alpino Italiano di Villadossola, le guide Beat Burgener, André Zurbriggen, la presidente del SAC della valle di Saas Diana Zurbriggen, le guide italiane Franco Farioli, Tabarini, i presidente del CAI di Villadossola Sergio Rossi, il responsabile dell’escursionismo Renato Boschi e per il soccorso alpino Giulio Frangioni per analizzare la possibilità di realizzare una via ferrata che porta al passo del Bottarello.
Lo spirito dell’iniziativa è quello di unire i due rifugi di Andolla della parte italiana e Almagellerhutte dalla parte svizzera per migliorare l’occupazione delle capanne; per poter intensificare i rapporti di amicizia tra le regioni montane dell’Italia e della Svizzera; per poter ammirare il paesaggio incantevole e caratteristico.
Nasce il “progetto” che viene discusso per trovare il modo migliore per realizzarlo, rispettando tutte le procedure burocratiche e di sicurezza.
Il 29 aprile 2002 viene richiesto il nulla osta in comune di Antrona, per la posa della via ferrata, che viene concesso il 16 maggio 2002.
Il 28 maggio 2002 viene spedito l’incartamento in sede Centrale del Club Alpino Italiano per la richiesta di copertura assicurativa.
Tutto è pronto per la posa degli ancoraggi e della fune, che avverrà nel mese di luglio 2002.
Il 5 e il 6 luglio 2003, in occasione del 50° del Rifugio Andolla, viene inaugurata la via “ferrata del lago”.
Un folto gruppo di svizzeri ed un gruppo di italiani si trovano la sera del 5 luglio al Rifugio Andolla per festeggiare, poi la mattina del 6 luglio si parte tutti per percorrere la ferrata ed al passo del Bottarello la Messa e la benedizione del percorso, il tutto in una atmosfera di grande amicizia.
Alla sera, al Rifugio Almagellerhutte grande festa con vino e formaggio prima di salutare i compagni di ferrata che scendevano a Saas Almagell. Da allora la ferrata è stata molto frequentata dagli svizzeri, ha già superato il collaudo di 4 inverni ed una serie di piccoli interventi di manutenzione ed è diventata un piacevole percorso per ammirare non solo le aspre montagne ma anche lo specchio lontano del Lago Maggiore ed è da questo che ha preso il nome.
“La Ferrata del Lago”
Per via ferrata si identifica un percorso preparato su una via di roccia e che è stato completamente attrezzata con corde, pioli e qualche scala in acciaio per consentire agli escursionisti molto esperti di cimentarsi con una parete verticale. Si ricorda che la differenza tra una via ferrata ed un sentiero attrezzato è sostanziale: il sentiero attrezzato serve ad agevolare un tratto di percorso escursionistico pericoloso ed esposto, ma non a superare tratti di parete. La via “Ferrata del lago” è stata creata per poter agevolare il collegamento con i rifugi di Andolla, dalla parte Italiana, e quello di Almagellerhutte nella parte Svizzera, permettendo così di poter percorrere interamente il giro del Pizzo Andolla.
Nessuno ha ancora stabilito internazionalmente un preciso codice di difficoltà delle vie ferrate, ma la quantità di itinerari e lo sviluppo di informazioni stanno portando ad una definizione delle difficoltà. Dal libretto “Sicuri in ferrata” edito dal C.N.S.A.S. lombardo, si deduce che la “Ferrata del lago” rientra nella definizione di: PD (poco difficile) – tracciato più articolato, con canali e camini, con passaggi verticali e tratti esposti; normalmente attrezzato con cavo o catena, con pioli e/o scale metalliche fisse. Nota – Altre variabili importanti, che possono modificare la difficoltà sono innescate dal maltempo, dalla pioggia, dalla neve, dal vento e dalla grandine; effetti in grado di rendere estreme anche le vie poco difficili. Bisogna inoltre tenere presente del tempo di approccio alla stessa; tempo che può aumentare il rischio di affaticamento generale.
Attrezzatura obbligatoria per la via ferrata
Per affrontare la via ferrata è obbligatorio avere:
- Il casco da roccia
- L’imbragatura completa di cosciali
- Il kit completo per vie ferrate consistente in: un dissipatore – due spezzoni di corda diametro 10,5 lunghi rispettivamente: metri 3,50 e metri 1,50 – due moschettoni a base larga con ghiera a scatto con fermacoda.
- I guanti da ferrata
- Calzature e vestiario adeguato
Raccomandazioni
- Evitare il temporale – La sera, prima della gita, si dovrà porre molta attenzione alle previsioni del tempo.
- Evitare di transitare in coppia su una stessa tratta.
- Evitare di far cadere i sassi
- Procedete sempre in sicurezza adoperando con cura i due moschettoni
- Essere consapevoli che il massimo grado di sicurezza si ottiene non solo dal materiale e dal suo corretto utilizzo, ma anche ponendo molta attenzione a quello che si fa, e quello che fanno gli altri
Torna all’elenco dei percorsi
Quick info
Quota di partenza: 2850 m
Coordinate UTM/Wgs84:
32 T 045650 5103736Quota di arrivo (Bocc.del Bottarello):
3147 mCoordinate UTM/Wgs84:
32 T 0424951 5103615Dislivello: m 297
Sviluppo: m 400 di cui 30 m di scale a pioli
