Il percorso parte da Ornavasso e raggiunge il canneto di Fondotoce
CICLOVIA DEL TOCE, IN BICI TRA I FIORI
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
PISTA CICLABILE
Il percorso parte da Ornavasso e raggiunge il canneto di Fondotoce e la stazione di Verbania Pallanza attraversando le zone di produzione dei “Fiori Tipici del Lago Maggiore”: tra aprile e maggio, nel periodo delle fioriture, azalee, rododendri e camelie rivelano infinite tonalità di colore e sfumature.
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Da Cannobio a Re
DAL LAGO MAGGIORE ALLA VALLE VIGEZZO ATTRAVERSO LA VALLE CANNOBINA
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
L’itinerario – che prende il nome di “Via Borromea” – ripercorre la strada che San Carlo Borromeo utilizzò nel 1574 per la sua visita pastorale alla Pieve di Cannobio.
Il percorso collega il Santuario della Madonna della Pietà di Cannobio con il Santuario della Madonna di Re, passando attraverso gli angoli più suggestivi della Valle Cannobina.
Molti dei tracciati di questo itinerario fanno anche parte di percorsi di grande interesse regionale e nazionale, quali il “Camminaitalia” e la Grande Traversata (GTA) delle Alpi Piemontesi.
Dal lungolago, si attraversa il centro di Cannobio, fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Pietà: lasciate le rive amene del lago e imboccata la pista ciclabile che costeggia il torrente Cannobino, si prosegue alla scoperta di Traffiume e dell’Orrido di Sant’Anna, per addentrarsi nel territorio montano della Valle Cannobina.
Il percorso viario storico, segnato dalla presenza di piccole cappelle devozionali, si è quasi integralmente conservato: per buona parte dell’itinerario si ripercorre la stessa strada che San Carlo Borromeo utilizzò per la sua visita alla Pieve di Cannobio.
L’intero percorso, dedicato proprio al santo e noto anche come “Circuito di San Carlo”, è la prima rete viaria documentata della Valle Cannobina.
Si prosegue, dunque, imboccando la mulattiera che da Traffiume porta a Cavaglio: lungo questo tratto, due modeste edicole ricordano l’episodio della mula che trasportava il Borromeo e che sbalzò di sella l’illustre pellegrino, il quale miracolosamente scampò al disastroso volo che gli sarebbe stato fatale.
Superato Cavaglio, volgendo in direzione ovest, si incontra in posizione panoramica l’oratorio di S. Maria delle Grazie: si prosegue dunque verso la frazione di Nivetta.
Da qui, una piccola deviazione verso Gurrone permetterebbe di ripercorrere esattamente le tappe della Via Borromea, passando da Spoccia, Orasso, Cursolo, Finero e Re.
L’itinerario procede invece verso Lunecco e Ponte Falmenta, che segnò il confine della Repubblica dell’Ossola, 10 settembre – 14 ottobre 1944.
Da qui il sentiero sale attraverso una gradinata selciata fino a Crealla, paese circondato dai suoi tradizionali castagneti e raggiunto solo dal 2001 dalle vie automobilistiche: questo isolamento ha permesso di conservare al meglio il nucleo originale dell’abitato e di preservare l’architettura locale.
Lasciato il paese di Crealla, si sale in quota attraverso un percorso tortuoso a gradinate e si raggiunge Falmenta, nella cui piazza sorge la Chiesa dedicata a San Lorenzo, posta su una terrazza panoramica.
Il percorso si snoda attraverso una bella mulattiera fino a Gurro. Proseguendo in direzione ovest, si percorre un tratto in salita tra piccole cappelle ed edifici rurali con dipinti votivi: si arriva in breve a Piazza e si discende rapidamente nella valle del rio Calagno.
Giunti a Daila, piccolo alpeggio ancora parzialmente utilizzato, si risale a Provola e si raggiunge Finero, attraverso il riale di Crèves, che segna il confine amministrativo tra Valle Vigezzo e Valle Cannobina.
Superato l’abitato di Finero, il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali, Passo Scopello e infine Re: qui sorge il Santuario della Madonna del Sangue, tappa conclusiva di questo itinerario.
PUNTI DI INTERESSE
- Cannobio
- Santuario della Madonna della Pietà
- Collegiata di S. Vittore
- Chiesa di S. Marta
- Palazzo della Ragione
- Casa Pironi
- Borgo antico
- Traffiume (fraz. Cannobio)
- Chiesa di Santa Maria Purificatrice
- Ponte romano
- Orrido di Sant’Anna
- Crealla
- Antica “Grà”
- Marcitoio
- Falmenta
- Chiesa di San Lorenzo
- Antico torchio
- Gurro
- Museo etnografico
- Casa di San Carlo
- Antica “Grà”
- Finero
- Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali
- Re
- Santuario della Madonna del Sangue
PER APPROFONDIMENTI: www.sentieridelverbanocusiossola.it
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 2 tappe, da Cannobio a Falmenta (km 9,5), da Falmenta a Re (km 9)
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 1030 m s.l.m. .
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
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Da Suna a Re
DAL LAGO MAGGIORE ALLA VALLE VIGEZZO
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
L’itinerario costeggia per un breve tratto la sponda occidentale del Lago Maggiore da Suna verso Fondotoce, prosegue all’interno della Val Grande – attraverso la Val Pogallo – e si conclude in Val Vigezzo.
Snodo importante del percorso è rappresentato da Cicogna, la “piccola capitale” della Val Grande, che stabilisce il confine tra la civiltà umana e la civiltà della natura: da questa frazione di Cossogno, attraversando la Val Pogallo – una delle due valli principali del Parco Nazionale Val Grande – si raggiunge Finero.
Compiendo dunque un viaggio nella memoria della Val Grande – tra faggete, natura incontaminata e siti di grande interesse anche archeologico – si giunge infine a Re, cuore della religiosità vigezzina e tappa conclusiva dell’itinerario.
Da Suna, in direzione Cavandone, s’imbocca una strada dapprima asfaltata che diventa poi una comoda mulattiera, da cui ha inizio un antico sentiero che – tra boschi di castagni e punti panoramici sul Lago Maggiore – conduce alle falde del Monterosso. Lungo il percorso, s’incontrano diverse cappelle devozionali, una torre di segnalazione di probabile origine altomedievale – la Torraccia – e, all’uscita dal bosco, l’oratorio della Beata Vergine del Buon Rimedio.
Si prosegue lungo i “Sentieri del Monterosso”, salendo in quota fino a Cavandone, luogo ameno in cui spiccano la Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria, un’antica macina e un laboratorio per la fabbricazione delle ceramiche; superato il paese, si scende di nuovo lungo la via principale e ci si dirige verso Bieno, imboccando una strada secondaria. Costeggiando il fiume San Bernardino, ci si muove prima in direzione Santino e poi verso Cossogno, cui si giunge attraversando il ponte romano.
Da qui l’itinerario prosegue lungo l’antica strada medievale che mette in collegamento Cossogno con Cicogna. Si avanza dunque in falsopiano, raggiungendo Miunchio e Ponte Casletto: attraverso una mulattiera che s’interseca con la carrozzabile proveniente da Rovegro, si raggiunge Cicogna, villaggio che separa l’imbocco della Val Pogallo dalla Val Grande.
Una piccola deviazione a ovest, lungo una mulattiera lastricata e selciata, potrà condurre all’Alpe Prà, eccezionale punto panoramico sui laghi Maggiore e d’Orta e sulle montagne circostanti.
Riprendendo il sentiero, s’intraprende dunque la traversata della Val Pogallo. L’itinerario prosegue quindi tra faggete – ritornate maestose dopo i disboscamenti di inizio Novecento – e antichi transiti di pastori. Costeggiando il Rio Pianezzoli, si raggiunge Pian di Boit e l’Alpe Terza, attraverso un sentiero che s’inerpica in un bosco scosceso: si continua dunque per Bocchetta di Terza per scendere poi in valle di Finero. Dopo aver raggiunto l’Alpe Prebusa, proseguendo lungo il sentiero immerso nella faggeta, si attraversa Il Fiume all’altezza di Provola e si arriva a Finero.
La via che unisce Cicogna a Finero attraverso la Val Pogallo, è detto “del Pellegrinaggio” e vide il passaggio non solo di fedeli, ma anche di contrabbandieri e partigiani.
Superato l’abitato di Finero, si abbandona dunque la Val Grande per entrare nella Val Vigezzo: il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali e infine di Re, il cui Santuario della Madonna del Sangue costituisce la meta di questo itinerario devozionale.
PUNTI DI INTERESSE
Cappelle devozionali lungo i Sentieri del Monterosso
Oratorio della Beata Vergine del Buon Rimedio
La Torraccia
Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria
Parco Nazionale Val Grande
Centro visita di Cicogna
Ponte romano
Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali
Santuario della Madonna del Sangue
PUNTI DI APPOGGIO
RIFUGI IN VAL GRANDE
ALTRE STRUTTURE RICETTIVE
PER APPROFONDIMENTI
www.parcovalgrande.it
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 3 tappe, da Suna a Cicogna (km 16), da Cicogna a Alpe Pian di Boit (km 11,5), da A. Pian di Boit a Re (km 13)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 1845 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
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Da Arona a Pella
CAMMINO DI SAN CARLO: DAL LAGO MAGGIORE AL LAGO D’ORTA ATTRAVERSO IL VERGANTE
Lago d’Orta
Descrizione Percorso
L’itinerario ripercorre il primo tratto del cosiddetto “Cammino di San Carlo”, il lungo percorso religioso che da Arona – passando per i Sacri Monti di Orta, Varallo e Oropa – confluisce nella via Francigena e che nella metà del Cinquecento fu più volte percorso dal cardinale Carlo Borromeo, cui si deve la denominazione della via storica.
Questo itinerario, nello specifico, unisce i Laghi del Verbano e del Cusio, da Arona a Pella, passando per i paesi dell’Alto Vergante, attraverso le verdi valli del Vévera e dell’Agogna; il versante cusiano è scandito dai percorsi devozionali che salgono al Monte Mesma e che culminano nel convento e nella chiesa seicenteschi. Dalla sommità del colle, si gode di una suggestiva vista sul Lago d’Orta e, in particolare, sul maestoso massiccio del Monte Rosa.
Ridiscendendo in quota, si superano Lortallo, Legro e Orta, dove sorge il Sacro Monte dedicato a San Francesco d’Assisi; infine, si raggiunge il borgo lacustre di Pella, tappa conclusiva di questo cammino devozionale.
Il percorso ha inizio ad Arona, dal colosso di San Carlo, più comunemente noto come San Carlone; si prosegue in direzione Dagnente e Meina e, percorso un tratto della strada che porta a Montrigiasco, si devia in località Campagna e si raggiungono i Laghi di San Carlo, attraversando fitti boschi.
Si prosegue alla volta della Chiesa di Sant’Eufemia di Paruzzaro e si giunge a Invorio che, per la sua posizione centrale tra il Cusio e il Verbano, è considerata la “porta del Vergante”: lasciato alle spalle il centro abitato, si continua lungo la provinciale che porta all’Alto Vergante e attraverso la sterrata che passa nella fitta vegetazione si raggiunge il Monte Barro, dove è possibile ammirare l’antico villaggio medievale e la chiesetta dedicata a Santa Maria Annunziata.
Da qui, si ritorna sulla strada percorsa e si prosegue in direzione nord, su lievi saliscendi sul versante Est del Motto Alto; si imbocca quindi una mulattiera che si abbassa verso il fondo del torrente Agogna e si raggiunge Ameno.
Attraversato il ponte che collega Ameno alle sue frazioni dell’oltre Agogna, si prosegue fino alla valletta del torrente Membra: si percorre la destra orografica dell’Agogna fino alla Riserva Naturale Speciale del Monte Mesma, dove il tratto del cammino diventa più selvaggio, a stretto contatto con la vegetazione. Imboccata la strada provinciale proveniente da Bolzano Novarese, si continua lungo il percorso devozionale che sale verso la vetta del Colle e che è scandito da alcune cappelle: attraverso una serie di svolte, si raggiunge la cima del Monte Mesma, dove si incontrano il convento e la chiesa, entrambi seicenteschi, governati dai Frati francescani.
Dal Monte Mesma, si scende lungo la Via Crucis che conduce alla strada provinciale di Bolzano Novarese e Miasino: percorso un breve tratto di questa strada, si imbocca il sentiero che porta a Lortallo, frazione di Ameno, e si continua fino alla strada tra Gozzano e Miasino.
Si prosegue lungo la “strada pedonale della Prisciola”, per raggiungere Legro, frazione di Orta, che con le sue suggestive case affrescate è diventato uno dei “paesi dipinti d’Italia”.
Lasciato alle spalle il grazioso borgo, si arriva quindi a Orta attraverso la pedonale che sottopassa la ferrovia: giunti dunque nella suggestiva città cusiana, si va alla volta del Sacro Monte dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi.
Si ridiscende attraverso la bella strada selciata fino a piazza Motta, da cui si potrà prendere il battello dapprima in direzione dell’isola di San Giulio, dove spicca l’abbazia Benedettina Mater Ecclesiae e, infine, verso la sponda occidentale del lago d’Orta, fino al borgo di Pella, tappa conclusiva di questo cammino.
PUNTI DI INTERESSE
Arona
Chiesa dei SS Martiri (Chiesa di San Graziano)
Collegiata della Natività di Maria Vergine
Chiesa di Santa Maria di Loreto (Chiesa di Santa Marta)
Colosso di San Carlo
Parco dei Lagoni di Mercurago
Civico Museo Archeologico
Civico Museo Mineralogico
Rocca borromea
Piazza del Popolo
Invorio
Torre viscontea
Parrocchiale di San Giacomo (Inv. sup)
Parrocchiale di San Pietro e Paolo
Lortallo (frazione di Ameno)
Torre medievale
Orta
Borgo
Sacro Monte
Palazzo della Comunità (o Broletto)
Chiesa Parrocchiale dell’Assunta
Villa Bossi
Villa Crespi
Isola San Giulio
Legro (fraz. Orta)
Borgo
Pella
Masso Coppellato
Torre Medioevale
Chiesa di San Defendente
Chiesa di San Filiberto
Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
Chiesa Parrocchiale di Sant’Albino
Oratorio di San Giulio
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 1 tappa, (km 22)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 470 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
PER APPROFONDIMENTI
http://www.statuasancarlo.it
www.lagodorta.net
http://www.orta.net/sacromonte/
http://www.sacromonte-orta.com
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Da Pella a Suna di Verbania
DAL LAGO D’ORTA AL LAGO MAGGIORE PASSANDO PER IL LAGO DI MERGOZZO
Lago d’Orta
Descrizione Percorso
L’itinerario si svolge lungo la sponda occidentale del Lago d’Orta da Pella fino a Omegna, per poi proseguire lungo la parte inferiore della valle dello Strona, mantenendosi a mezza costa, lontano dagli insediamenti industriali del fondovalle e attraversando le varie frazioni che costituiscono il comune di Casale Corte Cerro. Si giunge quindi all’abitato di Gravellona Toce, dove si svolta verso l’Ossola in direzione di Ornavasso, e con una breve deviazione si può raggiungere il Santuario della Madonna del Boden. Da Ornavasso si attraversa il fiume Toce e ci si dirige verso il Lago Maggiore, giungendo a Mergozzo. Si prosegue sulle alture che dominano il Lago di Mergozzo fino al borgo di Cavandone, per poi ridiscendere a Suna e giungere alle sponde del Golfo Borromeo.
Dal lungolago di Pella, Piazza Motta, ci si dirige verso il cimitero su strada asfaltata, con ampi panorami sul Lago d’Orta e sul Mottarone. Giunti a Ronco Inferiore, dove, su un’antica mulattiera, si risale all’abitato di Ronco Superiore, da dove si prosegue in direzione nord, all’interno di fitti boschi con un percorso che si mantiene in quota. Si giunge quindi ad Oira, piccolo borgo sul lago, conosciuto per la sua cava di serpentino, utilizzato in diversi manufatti di notevole pregio artistico. L’itinerario prosegue in leggera salita sempre all’interno del bosco in direzione di Brolo, da dove poi si ridiscende alla frazione Bagnella di Omegna, costeggiando quindi il lungolago fino al centro del capoluogo in corrispondenza delle chiuse del lago.
Dal Municipio di Omegna, si attraversa il centro storico, quindi il ponte sullo Strona e si prosegue attraverso la zona industriale di Crusinallo sempre in direzione nord, per poi abbandonare il fondovalle e risalire verso le frazioni di Cranna, Gattugno, Montebuglio e Tanchello per giungere al nucleo principale di Casale Corte Cerro. L’itinerario prosegue ancora su asfalto verso le località Crebbia e Ricciano, per poi discendere su sentiero a Gravellona Toce, in località Pedemonte.
Si costeggia la base del versante, attraversando la zona residenziale e uscendo dall’abitato lungo la strada che conduce a Case Camponi, per poi proseguire su strada sterrata e sentiero, sempre sul fondovalle, fino al cimitero di Ornavasso. Da qui, lungo la Via Alfredo di Dio si raggiunge il centro e la stazione ferroviaria. Si prosegue ancora verso l’Ossola. Giunti al ponte sul Rio S. Carlo, è possibile effettuare una deviazione a sinistra, salendo al santuario della Madonna del Boden, lungo l’antica Via Crucis del Boden. Oppure si può svoltare a destra in direzione del Fiume Toce, che si attraversa su una passerella ciclopedonale, per giungere a Candoglia, località famosa per il Marmo Rosa e le sue cave sfruttate per la costruzione del Duomo di Milano.
Si cambia ora nettamente direzione, volgendo verso il Lago Maggiore, percorrendo la pista ciclabile Mergozzo-Candoglia, per giungere in breve al borgo medioevale e al Lago di Mergozzo e da dove si prosegue per il Sentiero Azzurro, che con comoda e facile mulattiera conduce alla frazione Montorfano, dove sorge la chiesa di San Giovanni Battista.
Quindi si ridiscende nel fondovalle lungo la strada comunale per proseguire in direzione della Riserva Naturale di Fondotoce, costeggiando il fiume fino alla sua foce per poi svoltare in direzione del canneto e dell’abitato di Fondotoce. Si attraversa quindi la strada statale e si sale su sentiero in direzione di Cavandone, altro caratteristico borgo dominante il Golfo Borromeo, per giungere alla Chiesa della Natività di Maria Vergine, con accanto il tasso secolare. Una breve salita conduce al caratteristico abitato con le sue architetture in pietra.
L’itinerario quindi discende su mulattiera verso Suna, perdendo gradatamente quota fino a giungere alla sponda del Lago Maggiore.
PUNTI DI INTERESSE
Pella
Chiesa di San Filiberto
Chiesa parrocchiale di Sant’Albino
Chiesa di San Defendente
Oratorio della Natività di Maria Santissima
Nonio
Oratorio della Madonna della Neve
Cava di Serpentino di Oira
Chiesa di San Silvestro
Brolo
Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio
Omegna
Chiesa di San Bernardino da Siena
Chiesa Parrocchiale di Sant’Ambrogio
Battistero di San Giovanni Battista
Porta Romana o Porta della Valle
Chiesa Parrocchiale di San Gaudenzio
Casale Corte Cerro
Chiesa Parrocchiale di San Tommaso
Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire
Oratorio di San Giovanni
Oratorio della SS Trinità
Ornavasso
Santuario della Madonna del Boden
Santuario della Guardia
Rotonda del Crocifisso
Torre medioevale
Linea Cadorna
Antica Cava
Museo Parrocchiale di Arte Sacra
Casa Museo del partigiano “A. Di Dio”
Mergozzo
Chiesa di San Graziano
Chiesa di Santa Maria di Prato Scopello
Chiesa Parrocchiale della Beata vergine Assunta
Chiesa di Santa Marta
Museo Archeologico
Chiesa di San Giovanni Battista in Montorfano
Verbania
Riserva Naturale di Fondotoce
Chiesa della Natività di Maria Vergine
Tasso secolare
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 3 tappe, da Pella a Omegna (km 12), da Omegna a Mergozzo (km 16), da Mergozzo a Suna (km 8)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 204 m s.l.m., quota massima 470 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
PER APPROFONDIMENTI
www.lagodorta.net
www.ecomuseogranitomontorfano.it
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Il lungo tracciato della GTA in Piemonte che ammonta a più di 1000 km
GRANDE TRAVERSATA DELLE ALPI – GTA: TRATTO NORD PIEMONTE
Alpi Veglia-Devero
Descrizione Percorso
Il lungo tracciato della GTA in Piemonte che ammonta a più di 1000 km è stato diviso, anche per ragioni pratiche di scarico e gestione dei dati, in 3 grandi tratti corrispondenti alle aree nord, centro e sud della Regione. La parte nord prende avvio da Cannobio sul Lago Maggiore e si sviluppa attraverso una notevole varietà di contesti di grandissimo valore ambientale e paesaggistico. Si risale dapprima verso nord attraverso la Val Maggia svizzera o, in variante, lungo la selvaggia Alta Valle dell’Isorno puntando verso la Val Formazza, estremo lembo del Piemonte incuneato tra i Cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese. Dalla Frazione Riale, punto estremo verso nord da cui si dipartono i collegamenti per i colli della vicina svizzera, inizia la lunga discesa verso sud transitando prima di tutto attraverso gli incantevoli altopiani delle Alpi Veglia e Devero fino a scendere a Varzo. Ci si porta quindi nella vicina Val Bognanco dove il tracciato si sdoppia ed è possibile scegliere se seguire il tracciato principale che rimane delle medie e basse valli Antrona, Anzasca e Sesia oppure se percorrere la più impegnativa variante che attraversa zone di alta montagna e si riconnette al tracciato principale presso Alagna Valsesia. Da Alagna il tracciato porta verso Riva Valdobbia ed infine a svalicare nel territorio biellese da cui prende avvio il tratto centrale della GTA.
Info e tappe: https://www.piemonteoutdoor.it/it/attivita/escursionismo/grande-traversata-delle-alpi-gta-tratto-nord-piemonte
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Semplice passeggiata ad anello che porta alla scoperta degli storici resti della Linea Cadorna sul Lago Maggiore
MONTE MORISSOLO–LINEA CADORNA
Alto Verbano
Descrizione Percorso
Semplice passeggiata ad anello che porta alla scoperta degli storici resti della Linea Cadorna, con gallerie e postazioni in grotta liberamente accessibili ed un grandioso ed imperdibile panorama sul Lago Maggiore.
località di partenza: Piancavallo (1247 m)
località di arrivo: Monte Morissolo (1313 m)
dislivello: 150 m circa totali
distanza: 7 km totali
tempo di percorrenza al netto delle soste: 3 ore totali
tipologia di percorso: misto (sentiero, asfalto, sterrata)
segnaletica: cartelli, numero 1 e segni bianco/rossi
acqua: fontana a Colle
periodo consigliato: tutto l’anno in assenza di neve
come arrivare: dista 23 km da Verbania. Direzione “Premeno” (cartelli blu), a seguire indicazioni per “Pian di Sole” e quindi per “Piancavallo” e “Centro Auxologico”. Ampio parcheggio nei pressi dell’ospedale. In autobus: linea 4 Verbania-Premeno-Piancavallo, fermata Piancavallo (www.vcotrasporti.it).
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi – www.distrettolaghi.it
L’itinerario
Si prende la strada asfaltata in direzione “Colle” passando accanto all’ospedale e ad un bar-ristorante ma, appena dopo pochi passi, si tiene la destra, passando accanto alla recinzione della struttura ospedaliera fino ad una sbarra (cartelli “Gallerie Monte Morissolo 0h45”).
Superata la sbarra si prosegue su piacevole e larga mulattiera militare che con dislivello quasi nullo porta in direzione del Monte Morissolo passando, inizialmente, in una bella faggeta.
Attenzione: la strada è molto larga ma priva di protezioni, poiché la faggeta presenta una pendenza assai accentuata tenete d’occhio eventuali baby-escursionisti troppo vivaci.
Il percorso è facile poiché l’ampia mulattiera prosegue in falsopiano (vanno ignorati tutti i bivi che con sentiero si discostano da questa) passando dalla piacevole faggeta ad ampie aperture con vista spettacolare al di sopra del Lago Maggiore, fino ad arrivare ad una sorta di colletto in cui è presente una vasca d’acqua (non potabile). Appena oltre la vasca si trova, sulla sinistra, già una piccola postazione in roccia ma per la parte interessante si deve seguire la strada sulla destra che prosegue ancora in piano per un breve tratto, supera una strettoia tra rocce e porta alla prima delle gallerie.
Da questo punto si passa in gallerie scavate nella roccia viva alternate a balconate aperte sul lago, tutte con cancelli che vanno accuratamente richiusi dopo il passaggio, per evitare che diventino ricovero delle numerose capre che pascolano in questa zona. La terza galleria in cui si entra è quella terminale e si snoda come una sorta di dedalo con diverse diramazioni ma niente paura: tutte le vie portano in camere (le cannoniere) quindi è impossibile perdersi.
Non è necessario avere torce elettriche poiché un sistema di illuminazione permette di visitare la postazione in sicurezza e se anche la luce dovesse spegnersi all’improvviso (si tratta di un sistema temporizzato), è sufficiente avere uno smart phone con sé per ritrovare uno dei numerosi interruttori.
La cosiddetta “Linea Cadorna” era un sistema di fortificazioni costruite lungo il confine settentrionale durante la Prima Guerra Mondiale (1915-18). Non venne mai usato, anche perché la confinante Svizzera rimase sempre neutrale, ma fu realizzato nell’eventualità di un attacco dell’Impero Austro-ungarico attraverso il territorio elvetico. Questa del Monte Morissolo copriva la sponda lombarda del Lago Maggiore fino a Locarno poiché ospitava cannoni in grado di lanciare proiettili pesanti 80 kg ad una distanza di 14 km.
La prima galleria a destra porta ad un cancello attraversato il quale si esce allo scoperto verso il lago.
Una ripida scalinata porta facilmente ad un osservatorio posto in posizione panoramica e che tramite le numerose feritoie poteva coprire meglio il territorio.
Nota: prestate attenzione a dove mettete i piedi all’interno dell’osservatorio, il servizio di pulizia non è quotidiano.
Lungo questa scalinata noterete una freccia con la scritta “vetta” mentre un sentiero si stacca poco prima dell’osservatorio: porta in cima al Monte Morissolo ma sconsigliamo questa via poiché presenta alcuni passaggi troppo esposti: per la cima esiste un altro accesso più facile.
Visitate le postazioni in galleria, si torna dunque indietro fino al colletto dove si trova la fontana. Da qui è possibile salire alla cima al Monte Morissolo seguendo il sentiero in forte salita (cartello “Monte Morissolo cima 0h15”).
Attenzione: il sentiero si presenta con tratti ripidi e insidiosi per via delle numerose radici e per il fondo sabbioso scivoloso, consigliamo di affrontarlo solo con bambini dal passo sicuro e con il bel tempo.
In cima al monte si trovano una panchina panoramica e due pannelli con il nome delle cime e delle località in vista. Il panorama è veramente grandioso e va da Locarno a quasi tutto il Lago Maggiore da un lato, mentre dalla parte opposta si apre verso la Valle Vigezzo e le cime del Parco Nazionale Val Grande. In questa posizione si trovava una piazzola aperta per cannoncino che integrava i cannoni posizionati nelle batterie in roccia.
Poco più in basso si trova una anticima con tre croci metalliche (sentiero ripido e stretto). Tornati indietro al solito colletto, è ora di intraprendere il resto del percorso che si inoltra lungo una bellissima faggeta, ombrosa e fresca, perfetta da percorrere nella stagione calda, una meraviglia per gli occhi durante l’autunno.
Nota: il giro proposto, circolare, comprende un tratto lungo circa 2,5 km di strada asfaltata, se non la si intende percorrere è meglio tornare indietro per la strada fatta all’andata.
Dal colletto si prende ora il sentiero (cartello “Colle 0h45”) che si allunga in piano più a destra della strada militare. Il bel sentiero si snoda per un tratto in piano per poi scendere un poco e quindi risalire mantenendosi sempre all’interno della fitta faggeta fino a raggiungere Colle (1238 m – fontana).
Al Colle si è sul confine con il Parco Nazionale della Val Grande e da qui parte un sentiero che porta al Monte Spalavera (1534 m), percorrendo un altro tratto della Linea Cadorna con alcune trincee.
Da questo punto si segue la strada asfaltata verso destra, sempre molto panoramica, fino ad arrivare al punto di partenza (attenzione al passaggio delle vetture).
Per saperne di più:
Linea Cadorna
Per la costruzione delle fortificazioni della Linea Cadorna vennero utilizzate anche le donne che trasportavano acqua, cemento e vettovaglie dietro compenso di una lira e una pagnotta a viaggio.
Centro Auxologico
Si tratta di un ospedale noto soprattutto come importante punto di riferimento ed eccellenza per ricerca, cura e riabilitazione di malattie come obesità grave, disturbi del comportamento alimentare, disordini della crescita e malattie neurologiche.
consigli per i baby escursionisti
Accessibile con passeggini dal Centro Auxologico fino al colletto antistante le gallerie. Con un po’ di fatica si può accedere con i passeggini anche all’interno delle batterie (la difficoltà è data più che altro dai cancelli). Per tutti da evitare la salita alla cima passando dall’osservatorio, troppo esposta. Nelle domeniche calde, con molti escursionisti, meglio evitare il giro completo per via del tratto di strada asfaltata. In questo caso è preferibile tornare sulla medesima via dell’andata.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino, Annalisa Porporato
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Da Suna a Cannobio
DA VERBANIA AL CONFINE SVIZZERO LUNGO LA “VIA DELLE GENTI”
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
Descrizione dell’itinerario
L’itinerario coinvolge la storica “Via delle Genti”, antica strada di collegamento tra i paesi dell’Alto Verbano e la Svizzera.
Da Suna, ci si incammina in direzione Pallanza e s’imbocca la strada ciclo-pedonale che porta a Intra, nel cui centro storico spicca imponente il campanile della Basilica di San Vittore.
Attraversato il fiume San Giovanni, si sale in quota in direzione Antoliva per arrivare a Carpiano: qui l’itinerario prosegue per Bozzela, Frino e infine Ronco, località da cui s’inerpica il sentiero che porta alle falde del monte Carciago, su cui sorge il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa.
Dal Sacro Monte si scende verso Deccio: deviando dal percorso principale in direzione sud, attraverso una strada secondaria, si raggiunge Novaglio, dove si riprende la mulattiera che conduce a Comogno e infine a Oggebbio.
Da qui, il percorso riprende a mezza costa, passando da Barbè e Cassino: si raggiunge dunque Cannero, la cui mitezza climatica e le caratteristiche ambientali rendono questo paese paragonabile a una località costiera.
Lasciato il centro abitato, s’imbocca l’antica strada per la Svizzera, detta “Via delle Genti”, che si snoda tra boschi e zone prative ormai inselvatichite, e si raggiunge Carmine Superiore, con la sua Chiesa di San Gottardo.
Da questo borgo medievale si può godere anche di un meraviglioso scorcio sui Castelli di Cannero.
Prima di proseguire, è possibile deviare per Viggiona – imboccando una mulattiera in direzione nord – e scoprire così i tracciati delle trincee della Linea Cadorna.
Riprendendo la storica “Via delle Genti”, si raggiunge Molineggi e si scende fino a Cannobio, passando per Solivo. Oltrepassato il fiume Cannobino, si prosegue verso Marchile e Formine: da qui, una piccola deviazione in direzione nord, attraverso un bel sentiero fiancheggiato dai castagneti, potrà condurre alla scoperta della Chiesa di San Bartolomeo in Montibus.
PUNTI DI INTERESSE
Suna
Chiesa di Santa Lucia
Oratorio della Beata Vergine del Buon Rimedio
Torraccia medievale
Cappelle devozionali lungo i Sentieri del Monterosso
Cavandone
Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria
Pallanza
Chiesa di Madonna di Campagna
Oratorio di San Remigio
Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano
Chiesa Collegiata di San Leonardo
Palazzo di città
Villa Rusconi Clerici
Villa Taranto
Villa Giulia
Mausoleo Cadorna
Museo del Paesaggio
Intra
Basilica di San Vittore
Oratorio di Santa Marta
Chiesa di San Fabiano
Chiesa Evangelica Metodista
Casa del Lago
Palazzo Flaim
Ghiffa
Sacro Monte della SS. Trinità
Chiesa Parrocchiale di San Maurizio
Museo dell’Arte del Cappello
Oggebbio
Chiesa parrocchiale di San Pietro
Oratorio della natività di Maria (frazione Cadessino)
Chiesa di Sant’Agata (frazione Novaglio)
Villa Anelli (Gonte)
Cannero
Chiesa Parrocchiale di San Giorgio
Grotta della Madonna di Lourdes
Castelli di Cannero
Villa della Sabbioncella
Museo etnografico e della spazzola
Parco degli Agrumi
Oratorio di Santa Lucia (Piancassone)
Cannobio
Santuario della SS. Pietà
Collegiata di San Vittore
Casa Pironi
Palazzo della Ragione
Chiesa di Sant’Agata
Chiesa di San Bartolomeo in Montibus
Orrido di Sant’Anna
PUNTI DI APPOGGIO
STRUTTURE RICETTIVE
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 2 tappe, da Suna a Cannero Riviera (16 km), da Cannero Riviera a San Bartolomeo (15 km)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 204 m s.l.m., quota massima 450 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO ma lunghi tratti su asfalto
PER APPROFONDIMENTI
http://www.provincia.verbano-cusio-ossola.it
http://www.sacri-monti.com
http://www.distrettolaghi.it
http://www.sacromonteghiffa.it
http://www.cmverbano.net
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Una Via Ferrata mozzafiato!
LA VIA FERRATA DEI PICASASS: UN PUNTO DI VISTA UNICO SUL LAGO MAGGIORE
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
Da quando si inizia a salire lungo la ferrata e fino alla vetta, il panorama che si ammira è semplicemente spettacolare: i laghi Maggiore e di Varese, le isole del Golfo Borromeo, la sponda lombarda, la catena delle Prealpi e delle Alpi formano un insieme davvero magico.
Per raggiungere la ferrata, a Baveno, seguire le indicazioni per la località Tranquilla (fraz. Oltrefiume), dove nei pressi dell’omonimo campeggio si trovano le frecce indicanti il sentiero M3; dopo circa 15 minuti si incrocia il sentiero dei Picasass M3b che conduce in circa 20 minuti all’attacco delle vie.
Per le salite è obbligatorio l’uso del proprio kit da ferrata.
IN AUTO: autostrada A26, uscita Baveno-Stresa, girare alla seconda svolta a destra, alla rotonda prendere la prima uscita e seguire la strada per circa 1 km. In località Tranquilla imboccare la strada di fronte al lavatoio.
CON MEZZI PUBBLICI: una volta arrivati a Baveno, raggiungere la frazione di Oltrefiume ed in località Tranquilla imboccare la strada di fronte al lavatoio.
Ritorno dal Monte Camoscio seguendo il sentiero M3 direzione Baveno.
Inaugurata nel luglio 2016 dalla Sez. C AI di Baveno, il nome “ Picasass” è stato scelto in onore di tutte quelle persone, i picasass (scalpellini) appunto che fin dal ‘ 800 hanno lavorato all’estrazione e alla lavorazione del famoso granito rosa delle cave di Baveno.
Da quando si inizia a salire lungo la ferrata fino alla vetta, la vista che si gode e semplicemente spettacolare, i laghi Maggiore e di Varese , le isole del Golfo Borromeo, la sponda Lombarda, la catena delle prealpi ed alpi formano un insieme davvero magico.
Si parte salendo una ripida placconata facilitata da gradini, numerosi traversi e qualche tratto leggermente strapiombante ( ma mai faticoso ) portano al passaggio chiave, che è il tratto più delicato della ferrata, ma il più divertente, un terrazzino esposto che porta a salire e successivamente uno spigolo verticale ma anche questo con staffe e appoggi sulla cengia facilitano il passaggio. Si riprende a salire con più facilità sino ad arrivare su un terrazzo panoramico mozzafiato, dove è posizionato il libro di vetta .
Da questo punto in poi, le difficoltà finiscono e diventa solo più una facile progressione anche senza l’uso delle staffe (il granito offre una grande aderenza ) e si arriva sotto la cima dove per coloro che vogliono provare l’ebrezza di camminare su un cavo d’acciaio ( ponte Tibetano ) per attraversare la vallata e successivamente a concludere la via passando su una piccola cresta che conduce alla vetta del Monte Camoscio (890 m) termine della via. Per raggiungere la ferrata, a Baveno seguire le indicazioni per la località Tranquilla, dove nei pressi dell’omonimo campeggio si trovano le indicazioni frecce del sentiero M3 ,dopo circa 15 minuti si incrocia il sentiero dei “ Picasass” M3b che conduce in circa 20 minuti all’attacco della via, tempo di percorrenza circa 2 ore, dislivello 320 m, sviluppo 600 m, esposizione Nord/est, difficoltà poco difficile, ritorno dal Monte
Camoscio seguendo il sentiero M3 direzione Baveno tempo discesa circa 80 minuti.
Le vie ferrate vanno affrontate con un attrezzatura adeguata composta da imbracatura, set da ferrata omologato, casco e guanti, leggere con attenzione il regolamento posto alla partenza della via, e buon divertimento.
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Quick info
Dove: Baveno
Livello di Difficoltà: Facile
Tempo di percorrenza: da 1 a 3 ore
Dislivello: 320 m
Sviluppo: 250 m
Esposizione: Nord-Est
Tempo di discesa: Circa 80 minuti
Luogo di partenza:
45° 54’ 42,29’’ N
08° 29’ 19,40’’ E
m. 285
Escursione impegnativa semicircolare che porta attraverso fitti boschi e suggestive borgate abbandonate
CANNOBIO – MONTE GIOVE
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
Escursione impegnativa semicircolare che porta attraverso fitti boschi e suggestive borgate abbandonate ad una balconata a 360° sulla parte settentrionale del Lago Maggiore e sulla Valle Cannobina.
località di partenza: Sant’Agata di Cannobio (450 m)
località di arrivo: Monte Giove (1298 m)
dislivello: 850 m totali
distanza: 9 km totali
tempo di percorrenza al netto delle soste: 4 ore e 30 minuti totali
tipologia di percorso: misto (sentiero, asfalto, sterrata)
segnaletica: cartelli bianco/rossi “Monte Giove”; segni bianco/rossi; cartelli “Biessen” e “Sant’Agata”; vecchi segni giallo/rossi
acqua: fontane in Sant’Agata
periodo consigliato: tutto l’anno in assenza di neve
come arrivare: il borgo di partenza dista 38 km da Gravellona Toce. SS34 direzione Verbania/Locarno. Superato il centro abitato di Cannobio si devia a sinistra in direzione Ronco e Sant’Agata. Ampio parcheggio sulla sinistra appena prima della borgata. In autobus: linea 17 Cannobio-Sant’Agata (www.vcotrasporti.it).
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi www.distrettolaghi.it; Ufficio IAT – Largo alla Chiesa 3 c/o Palazzo Parasio, Cannobio, www.procannobio.it; Comune di Cannobio www.comune.cannobio.vb.it
L’itinerario
La borgata di Sant’Agata sovrasta l’abitato di Cannobio, aprendo già una bella visuale sul lago.
Dal parcheggio si prende la strada pedonale al termine, chiusa da una sbarra (cartello blu pedonale “strada privata” e tracce rosso/bianche), verso una pista erbosa e poi un sentiero che, passando accanto alla scuola elementare, porta sulla strada asfaltata. Si va verso la chiesa, già a vista, arrivando ad una magnifica balconata sul lago (fontana, wc e bar).
Passando davanti all’edificio sacro si cammina al di sotto dell’arco proseguendo poi nel dedalo di vicoletti della borgata, seguendo i bolli bianco/rossi fino ad arrivare al termine degli edifici dove si prende il sentiero in salita a destra (cartello “Monte Giove”). Si affronta un tratto di salita piuttosto ripida tra castagni e querce, che porta rapidamente alla Chiesetta di S. Luca (687 m) immersa nel bosco. Si continua verso sinistra, ancora in salita ora un poco più graduale, inoltrandosi in una bella zona terrazzata in cui appaiono a tratti alcuni ruderi. Proprio dopo i resti di una borgata si arriva ad un bivio che va preso verso destra (cartello “Monte Giove”).
Nota: tenete a mente questo punto poiché è qui che si chiuderà il cerchio del ritorno.
Si prosegue nuovamente in salita nel bosco fino ad arrivare ad una strada asfaltata, si prende questa a sinistra, in salita, per abbandonarla quasi subito imboccando un sentiero sulla sinistra che porta a Marcalone (860 m).
Meravigliosa la vista sul lago che si ha da questo villaggio, che può essere anche considerato una meta a sé poiché offre prati dove giocare e un agriturismo.
Nota: fin qui si potrebbe anche arrivare in auto ma si tenga presente che la strada è parecchio stretta.
Giunti nei pressi delle abitazioni si prende la scalinata a sinistra (“Monte Giove”) che porta ad attraversare tutta la borgata. Toccato l’asfalto, lo si attraversa per imboccare il sentiero (cartello “Monte Giove”). Poco oltre si trova un bivio, con segno bianco-rosso su entrambe le tracce, meglio tenersi a destra sul sentiero più largo con le tacche più recenti.
Il bosco ora è formato da fitti abeti rossi. Giunti su strada asfaltata, la si segue verso destra sempre in salita, si passa davanti ad un primo sentiero che si stacca a destra e taglia una breve curva (non vale la pena seguirlo), poi un secondo sentiero verso sinistra che di nuovo fa risparmiare poco.
Il terzo sentiero che si stacca dall’asfalto verso destra va invece preso perché accorcia di molto la strada anche se si affronta una ripida salita tra gli abeti (prestate molta attenzione ai bolli bianco-rossi perché è facile imboccare una traccia diversa). Si torna di nuovo sulla strada, che in questo punto passa da asfalto a sterrato, proseguendo verso destra, sempre in salita, mentre la vegetazione cambia aprendosi tra le betulle. Si arriva ad un bivio tra sterrata e un sentiero verso destra, entrambi con cartelli “Monte Giove”.
Ambo le direzioni sono corrette ma suggeriamo di proseguire sulla strada poiché – all’epoca del sopralluogo – il sentiero era poco agevole; inoltre, percorrendo la strada si effettua un vero e proprio giro circolare.
Si percorre dunque la sterrata che sale graduale fino a superare un tornante, poi si prende il sentiero a sinistra (cartello di legno) affrontando l’ultima salita che ora, in ambiente aperto e panoramico, porta alla cima caratterizzata da una croce e una panchina artistica dedicata alle varianti del nome Giove. Ammirata la vista a 360°, si scende lungo l’ampia pista erbosa dalla parte opposta del sentiero da cui si è giunti. La pista diventa presto sentiero in rapida discesa tra betulle inizialmente nane poi sempre più grandi con bel sottobosco a felci. Si sbuca su una strada sterrata che va presa verso sinistra in leggera discesa fino ad arrivare ad un incrocio. Si prende a sinistra in direzione dei tavolini (cartello “Biessen”) percorrendo la strada inerbita che raggiunge la borgata di Rombiago (1167 m), appena prima della quale si scende lungo il sentiero a sinistra (cartelli “Biessen”).
Attenzione, il tratto seguente non è molto evidente, è facile prendere la traccia sbagliata: non ci si deve tenere paralleli alla borgata ma scendere attraverso le betulle per poi trovare il sentiero verso sinistra (vecchio cartello “Biessen”). Si affronta una discesa continua e costante, segnata da vecchi segni giallo-rossi, prima tra betulle poi tra castagni e querce.
Raggiunto un piccolo nucleo di case, si trova un bivio che va preso verso sinistra (cartello “Sant’Agata”). Il sentiero si snoda lungo ma graduale, dopo un isolato pilone votivo è alquanto esposto a picco sulla sottostante Valle Cannobina, ma non pericoloso.
Nota: se si guarda in basso verso destra si vede la seicentesca Chiesa di Sant’Anna posizionata su di un orrido scavato dalle acque e attraversabile con un piccolo ponte medievale.
Il sentiero, sempre in discesa graduale, porta ai ruderi della borgata già incontrata in salita, da qui si segue la discesa fino alla cappella di S. Luca per poi scendere in modo ripido fino a tornare alla borgata di partenza, Sant’Agata.
consigli per i baby escursionisti
Escursione parecchio lunga, consigliatissima per la bellezza dei paesaggi, ma adatta solo a bambini più grandi e comunque abituati a camminare.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino e Annalisa Porporato
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