La Via del Mercato è un percorso escursionistico che collega Domodossola con Locarno attraverso la Val Vigezzo e le Centovalli
LA VIA DEL MERCATO DOMODOSSOLA – LOCARNO
Domodossola e dintorni
Descrizione Percorso
La Via del Mercato è un percorso escursionistico che collega Domodossola con Locarno attraverso la Val Vigezzo e le Centovalli, lungo mulattiere usate fin dall’antichità per portare i prodotti delle valli al mercato delle città. Le stesse mulattiere erano percorse dai tanti emigranti della valle e dai pellegrini che salivano al Santuario di Re, importante centro devozionale della valle dedicato alla Madonna del Sangue, meta di pellegrinaggi da Domodossola, Locarno e Cossogno (nel Verbano).
La Val Vigezzo, diversamente dalle altre valli ossolane, è un luogo in cui le regole dell’orografia sono capovolte. Non una valle scavata dal corso di un torrente con i villaggi posti a differenti altitudini dalla testata allo sbocco della piana. La Vigezzo sembra non avere inizio né fine: vanta due torrenti contrapposti, uno dei quali sembra scorrere in salita, è piatta e poco incisa. Qui non solo l’orografia è insolita, ma anche la storia e la cultura: è una valle benestante che vive di turismo e lavoro di frontalieri, che ha conosciuto un’emigrazione che nei secoli ha prodotto invenzioni curiose e benessere di ritorno, ma anche la tradizione degli spazzacamini e una storia artistica legata a importanti scuole di pittura. L’ambiente riposante e la policromia dei boschi di latifoglie rendono il paesaggio molto dolce allo sguardo. Eppure la Val Vigezzo è un ambiente alpino, un luogo aperto ma incastonato tra valli cupe e selvatiche.
La valle nel corso dell’ultimo secolo ha vissuto una profonda trasformazione del sistema socioeconomico: la tradizionale attività agro-pastorale ha subito una forte riduzione ritagliandosi uno spazio esiguo come economia integrativa. Non c’è stato sviluppo industriale per cui il “frontalierato” nella vicina Svizzera e il turismo costituiscono la voce primaria dell’economia vigezzina. Questo ha permesso di evitare l’emorragia di popolazione che in altre valli ha segnato negativamente il tessuto sociale e l’assetto del territorio. Uno dei modi migliori per conoscere e apprezzare i contenuti storici e le bellezze della Val Vigezzo e della attigua Centovalli è proprio ripercorrere l’antica via che collegava Domodossola con Locarno (CH), in uso sembra fin dal Medioevo da mercanti e boscaioli, mandriani ed emigranti tra Ticino e Italia.
Oggi una parte del percorso è andata perduta, ricoperta dall’attuale rete stradale, ma alcuni tratti ben conservati dell’antica mulattiera sono presenti sia in Italia che in Svizzera. Camminare su questa Via è facile e piacevole, grazie anche alla Linea ferroviaria transfrontaliera della “VIGEZZINA”, recentemente definita “la più bella ferrovia panoramica d’Italia” che unisce Domodossola con Locarno. Spostandosi con il treno della Vigezzina è possibile pernottare in qualsiasi paese della valle, raggiungendo al mattino il punto di partenza della tappa.
Info e tappe: https://www.piemonteoutdoor.it/it/attivita/escursionismo/del-mercato-domodossola-locarno
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Passeggiata circolare di difficoltà medio-facile che dal centro di Domodossola porta ad uno dei Sacri Monti
LE ANTICHE BORGATE DI DOMODOSSOLA
Domodossola e dintorni
Descrizione Percorso
Passeggiata circolare di difficoltà medio-facile che dal centro di Domodossola porta ad uno dei Sacri Monti Patrimonio UNESCO per andare alla scoperta delle antiche borgate dello scomparso comune di Vagna.
località di partenza e di arrivo: Domodossola stazione FS (270 m)
quota massima: Vallesone (670 m)
dislivello: 400 m circa totali
distanza: 8 km totali
tempo di percorrenza al netto delle soste: 3 ore totali
tipologia di percorso: misto (sentiero, asfalto, selciata, sterrata)
segnaletica: cartelli e segni bianco/rossi
acqua: fontane in Domodossola, al Sacro Monte Calvario e in alcune delle borgate
periodo consigliato: tutto l’anno in assenza di neve
come arrivare: presso la stazione FS di Domodossola parcheggi liberi o a pagamento. In autobus: collegamenti con le principali località (www.comazzibus.com). In treno: linee Milano-Domodossola e Novara-Domodossola, collegamenti anche con la Svizzera (www.trenitalia.com)
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi www.distrettolaghi.it; Ufficio Turistico – Piazza G. Matteotti c/o Stazione FS, Domodossola, tel. +39 0324.248265; Comune di Domodossola www.comune.domodossola.vb.it; Sacro Monte Calvario www.sacrimonti.org / www.sacromontecalvario.it
L’itinerario
Dalla stazione di Domodossola si imbocca Via Ferraris che porta in direzione del centro. Non si entra nel cuore vero e proprio della città (lo si farà al ritorno) ma lo si sfiora seguendo in sequenza Via Fratelli di Dio che diventa Via Garibaldi. Si attraversa la triangolare Piazza Tibaldi per imboccare Via Rosmini (cartelli bianco/rossi Sacro Monte Calvario) che si trasforma in Via Mattarella (cartelli gialli Monte Calvario Via Crucis).
Quasi a ridosso della collina appaiono già le prime cappelle del Sacro Monte, un po’ ingoiate dal traffico cittadino. Solo dopo la terza cappella si sale finalmente su un’ampia e ripida selciata, chiusa alla maggior parte del traffico. Si inizia così un percorso a ritroso nel tempo, scandito dalle cappelle del Sacro Monte erette a partire dal 1657, una diversa dall’altra, che raccontano con statue a grandezza naturale la storia del Calvario di Cristo.
Oggi, il Sacro Monte è classificato Patrimonio UNESCO. All’altezza della VI cappella si deve tenere la destra, sempre sulla selciata principale. Una volta giunti al Sacro Monte si devia verso sinistra entrando attraverso il cancello che porta all’accesso del Santuario e del Convento. Si arriva al bel giardino (servizi igienici, panchine) che si avvolge attorno alla torre e ai resti del castello di Mattarella del VI secolo, di origine longobarda e distrutto nel Quattrocento, da dove si ha una visuale a volo d’uccello su Domodossola (413 m). Tornati indietro fino ad uscire dall’area del Sacro Monte, si entra nel parcheggio e si sale quindi lungo la scalinata sulla sinistra (cartello San Defendente A01a) che porta ad una bella selciata in salita. Girandosi si ha un piacevole colpo d’occhio sul complesso del Sacro Monte. Giunti su una strada asfaltata la si attraversa per proseguire su selciata (cartello San Defendente A01a) che, dopo un’ulteriore salita, porta all’altezza di un ponticello che si trova sulla destra. Se si prosegue dritti si imbocca un ripido sentiero che porta in mezzo al bosco direttamente alla Chiesa di San Defendente.
Molto più graduale il percorso che si affronta passando oltre al ponticello sulla destra e che porta sulla strada asfaltata. Si percorre in salita l’asfalto che con ampie curve giunge alla Cappelletta di Marisch e, quindi, seguendo sempre la strada asfaltata in salita, alla bianca Chiesa di San Defendente (549 m). Proprio davanti all’edificio si stacca un sentiero (cartello Vallesone). Dopo un inizio gradevole prende a salire ripido in mezzo a una bella faggeta. Si deve prestare attenzione a un unico bivio evidente: va preso a sinistra così da arrivare alla strada asfaltata. Si segue l’asfalto verso destra passando davanti a un pilone votivo e arrivando in breve alla borgata di Vallesone. Il borgo è molto particolare e carino, vi si trova una fontana (acqua non controllata) e un gigantesco torchio di legno ma, soprattutto, numerose sagome di bambini e animali fanno capolino dai punti più improbabili e curiosi.
Qui si tocca il punto più elevato dell’intero percorso (670 m). Si va oltre l’Oratorio di San Gaudenzio e superata la borgata, appena prima dell’incrocio dove si trova la fermata dell’autobus, si prende una sterrata sulla destra, in discesa (cartello Motto). La si abbandona presto però, per prendere un sentiero sulla sinistra (cartello Andosso). Il tragitto seguente, molto piacevole e graduale, porta ad Andosso (fontana alle spalle della candida chiesetta). Si attraversa il villaggio mantenendo quindi la sterrata a destra, in forte discesa (cartello Prata D03a). Su sentiero si attraversa un bel bosco in discesa, si supera un piccolo guado e, diventata più graduale, si arriva a Prata. In mezzo alla borgata si trova un lavabo ricavato da un vecchio forno, qui si deve prestare attenzione e andare verso destra, in discesa (il cartello Vagna è un poco nascosto). In tal modo si arriva alla chiesa per proseguire sulla bella mulattiera che passa proprio accanto all’edificio sacro (cartello Vagna messo in basso). Si cammina lungo la mulattiera in costante discesa, facendo attenzione alle tacche bianco/rosse e ai vecchi bolli rossi.
In tal modo si arriva a Maggianigo, vecchio capoluogo dello scomparso comune di Vagna, dove si deve puntare in direzione dell’evidente chiesa (428 m). La si supera per prendere la mulattiera verso sinistra (cartello Domodossola). Tra mulattiera e sentiero si scende in modo ripido con stretti zig-zag, arrivando alla periferia di Domodossola in Via Ceschi. Si prende a destra per Via Chiovenda, al termine della quale si va a sinistra per Via Vanoni. Si attraversa Via Salvo D’Acquisto per proseguire su Via Vanoni fino a Via Di Vittorio.
Da qui si prende a destra verso la rotonda (attenzione: manca il marciapiede!). Alla rotonda si prosegue dritti lungo Via Giovanni Mauro passando davanti all’ospedale. Al primo semaforo si prende a sinistra per entrare, andando quindi a destra, nel centro storico. Il centro di Domodossola, zona pedonale, si presenta con la sua meravigliosa anima medioevale fatta di preziosi edifici, piazzette e stretti vicoli. Percorreteli tutti per andare alla scoperta dei principali monumenti cittadini come la settecentesca Collegiata dei SS Gervasio e Protasio, i porticati quattrocenteschi di Piazza Mercato, i Palazzi Silva e San Francesco. Attraversato il nucleo storico, si fa quindi ritorno alla stazione ferroviaria, chiudendo il cerchio.
Per saperne di più:
Vagna
Era un comune autonomo che raggruppava le borgate toccate dall’itinerario, poi scomparso e accorpato a Domodossola nel 1928. Una curiosità? La Festa dul Bambin, ossia il natale a… luglio! Sembra che la tradizione affondi nel Seicento, quando i capifamiglia erano lontani da casa nel periodo natalizio e ottennero, così, di poter celebrare la festa della nascita di Gesù Bambino proprio in estate.
consigli per i baby escursionisti
Accessibile per passeggini solo dalla stazione FS al Sacro Monte, e poi nel centro storico. Fontane nelle borgate ma spesso acqua non controllata.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino e Annalisa Porporato
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