Itinerario circolare alla scoperta della Linea Cadorna
ORNAVASSO, FEDE E FORTI MILITARI
Piana del Toce
Descrizione Percorso
STAGIONE Tutto l’anno (tranne in caso di nevicate recenti)
Itinerario circolare alla scoperta della Linea Cadorna, un sistema di fortificazioni militari risalente alla Prima Guerra Mondiale che doveva difendere il confine nord dell’Italia verso la Svizzera.
Il percorso è anche caratterizzato da importanti testimonianze di religiosità popolare.
L’itinerario parte da Ornavasso. Costeggiando il Rio San Carlo sulla sponda sinistra idrografica si attraversa il centro raggiungendo via Gasse, quindi si inizia a salire lungo la strada per il Santuario della Madonna del Boden. Si supera la bella chiesa parrocchiale in marmo locale, si aggira la Madonna della Guardia con l’antica Torre fino a raggiungere il tornante dell’antica cava di marmo del Boden, usato per la costruzione del Duomo di Milano. Qui parte la strada militare che, pianeggiante, porta al Forte di Bara, opera difensiva appartenente alla Linea Cadorna, costituito da una serie di piazzole sostenute da muri di pietra, sbarramento principale della Stretta di Migiandone, il luogo più stretto della valle del Toce, principale via di accesso dai laghi ai valichi dell’Ossola. Dal Forte di Bara si scende lungo la mulattiera militare e si arriva a fondovalle in un ampio piazzale caratterizzato dalla presenza di due grandi cannoni. Da qui, lungo il percorso ciclopedonale, si arriva al Laghetto delle Rose e quindi si rientra al centro di Ornavasso.
AUTORE Alessandro Pirocchi
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MACUGNAGA E IL LAGO DELLE FATE
Valle Anzasca
Descrizione Percorso
Percorso ad anello tra le frazioni di Macugnaga, ai piedi della spettacolare Parete Est del Monte Rosa, con salita all’Alpe Burki e all’incantevole Lago delle Fate in Val Quarazza.
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Dal Golfo Borromeo al basso Lago Maggiore
ANELLO STRESA – ARONA: TRA LAGO MAGGIORE E VERGANTE
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
Il punto di partenza dell’itinerario è presso il piazzale Lido a Stresa.
Percorriamo viale Lido e svoltiamo a sinistra imboccando la strada statale 33 in direzione di Arona. Ci attende un lungo tratto pianeggiante che costeggia le rive del lago Maggiore: superiamo l’abitato di Belgirate, Lesa e Meina per poi dirigerci verso Arona.
Alla fine di via Cantoni a destra svoltiamo seguendo le indicazioni per Dagnente e la statua di S.Carlo. La strada sale decisa conducendoci presso il colosso di S.Carlo. Proseguiamo sempre in salita lungo via Verbano e al primo bivio teniamo la destra. Saliamo raggiungendo l’abitato di Dagnente. Ora scendiamo in direzione di Ghevio: superiamo l’autostrada A26 e risaliamo in via Ghevio-Dagnente e successivamente via Meina.
Allo stop svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Gignese. Superiamo il paese di Pisano e affrontiamo la salita che ci porterà, con una breve discesa successiva a raggiungere l’abitato di Nebbiuno.
Continuiamo seguendo sempre la strada principale e attraversando i paesi di Massino Visconti e di Brovello Carpugnino. Superato l’imbocco dell’autostrada A26 allo stop svoltiamo a destra in via Gignese e scendiamo in direzione di Stresa percorrendo ampi tornati che ci fanno ammirare il lago Maggiore.
Giunti a Stresa, nei pressi del sottopasso seguire le indicazioni per la stazione ferroviaria e il lago. In breve ci ritroveremo all’imbocco del viale Lido che percorreremo fino a giungere al punto di arrivo del nostro itinerario.
Da vedere: il Lago Maggiore e le Isole Borromee, il colosso di S. Carlo Borromeo ad Arona.
Noleggio bici:
Stresa Bike Rental
Via De Martini, 34
28838 Stresa (VB)
+39 0323 31598
www.stresabikerental.com
Progetto e realizzazione: Fabio Valeggia
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Da Colloro, nel Parco Nazionale Val Grande, fino all’oratorio di Lut
PREMOSELLO – ALPE LUT: ALLE PORTE DEL PARCO NAZIONALE VAL GRANDE
Val Grande
Descrizione Percorso
Questo percorso, seppure breve, permette di scoprire il paesino di Colloro, nel parco Nazionale Val Grande e raggiunge l’oratorio di Lut, punto di straordinaria panoramicità sulla valle.
Inoltre a Colloro, che guarda a sud, c’è il sole fino a tardi, e l’inverno è come una primavera.
Si parte dalla piazzetta centrale di Premosello (218 m), si costeggia il fiume sulla sponda idrografica destra e seguendo la carrozzabile si sale a tornanti fino a Colloro. Dalla chiesa del paese (dedicata a San Gottardo) si segue l’indicazione Alpe Lut/Val Grande imboccando una stradina molto ripida nel tratto iniziale. Poi, raggiunto il primo torrente, la pendenza si fa più agevole fino a raggiungere la deviazione per l’Oratorio Madonna di Lut a cui si arriva con una rampa breve ma molto ripida. Da Colloro all’Alpe Lut il fondo stradale è asfaltato ma accidentato.
AUTORE Alessandro Pirocchi
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LUNGO IL LAGO CHE ISPIRÒ GIANNI RODARI E PIERO CHIARA
GIRO DEL LAGO D’ORTA MTB
Lago d’Orta
Descrizione Percorso
Il Lago d’Orta, oltre al famoso “anello azzurro” di escursionismo a piedi, vanta un “anello verde” per gli appassionati di MTB, muscolari e assistite. È un percorso che si fa tutto l’anno in mancanza di neve (elemento naturale sempre più raro!) e in ogni stagione presenta una veste unica e suggestiva.
Il senso scelto è quello anti-orario, da Nord a Sud-Ovest, ritenuto meno impegnativo.
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Da Cannobio a Re
DAL LAGO MAGGIORE ALLA VALLE VIGEZZO ATTRAVERSO LA VALLE CANNOBINA
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
L’itinerario – che prende il nome di “Via Borromea” – ripercorre la strada che San Carlo Borromeo utilizzò nel 1574 per la sua visita pastorale alla Pieve di Cannobio.
Il percorso collega il Santuario della Madonna della Pietà di Cannobio con il Santuario della Madonna di Re, passando attraverso gli angoli più suggestivi della Valle Cannobina.
Molti dei tracciati di questo itinerario fanno anche parte di percorsi di grande interesse regionale e nazionale, quali il “Camminaitalia” e la Grande Traversata (GTA) delle Alpi Piemontesi.
Dal lungolago, si attraversa il centro di Cannobio, fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Pietà: lasciate le rive amene del lago e imboccata la pista ciclabile che costeggia il torrente Cannobino, si prosegue alla scoperta di Traffiume e dell’Orrido di Sant’Anna, per addentrarsi nel territorio montano della Valle Cannobina.
Il percorso viario storico, segnato dalla presenza di piccole cappelle devozionali, si è quasi integralmente conservato: per buona parte dell’itinerario si ripercorre la stessa strada che San Carlo Borromeo utilizzò per la sua visita alla Pieve di Cannobio.
L’intero percorso, dedicato proprio al santo e noto anche come “Circuito di San Carlo”, è la prima rete viaria documentata della Valle Cannobina.
Si prosegue, dunque, imboccando la mulattiera che da Traffiume porta a Cavaglio: lungo questo tratto, due modeste edicole ricordano l’episodio della mula che trasportava il Borromeo e che sbalzò di sella l’illustre pellegrino, il quale miracolosamente scampò al disastroso volo che gli sarebbe stato fatale.
Superato Cavaglio, volgendo in direzione ovest, si incontra in posizione panoramica l’oratorio di S. Maria delle Grazie: si prosegue dunque verso la frazione di Nivetta.
Da qui, una piccola deviazione verso Gurrone permetterebbe di ripercorrere esattamente le tappe della Via Borromea, passando da Spoccia, Orasso, Cursolo, Finero e Re.
L’itinerario procede invece verso Lunecco e Ponte Falmenta, che segnò il confine della Repubblica dell’Ossola, 10 settembre – 14 ottobre 1944.
Da qui il sentiero sale attraverso una gradinata selciata fino a Crealla, paese circondato dai suoi tradizionali castagneti e raggiunto solo dal 2001 dalle vie automobilistiche: questo isolamento ha permesso di conservare al meglio il nucleo originale dell’abitato e di preservare l’architettura locale.
Lasciato il paese di Crealla, si sale in quota attraverso un percorso tortuoso a gradinate e si raggiunge Falmenta, nella cui piazza sorge la Chiesa dedicata a San Lorenzo, posta su una terrazza panoramica.
Il percorso si snoda attraverso una bella mulattiera fino a Gurro. Proseguendo in direzione ovest, si percorre un tratto in salita tra piccole cappelle ed edifici rurali con dipinti votivi: si arriva in breve a Piazza e si discende rapidamente nella valle del rio Calagno.
Giunti a Daila, piccolo alpeggio ancora parzialmente utilizzato, si risale a Provola e si raggiunge Finero, attraverso il riale di Crèves, che segna il confine amministrativo tra Valle Vigezzo e Valle Cannobina.
Superato l’abitato di Finero, il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali, Passo Scopello e infine Re: qui sorge il Santuario della Madonna del Sangue, tappa conclusiva di questo itinerario.
PUNTI DI INTERESSE
- Cannobio
- Santuario della Madonna della Pietà
- Collegiata di S. Vittore
- Chiesa di S. Marta
- Palazzo della Ragione
- Casa Pironi
- Borgo antico
- Traffiume (fraz. Cannobio)
- Chiesa di Santa Maria Purificatrice
- Ponte romano
- Orrido di Sant’Anna
- Crealla
- Antica “Grà”
- Marcitoio
- Falmenta
- Chiesa di San Lorenzo
- Antico torchio
- Gurro
- Museo etnografico
- Casa di San Carlo
- Antica “Grà”
- Finero
- Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali
- Re
- Santuario della Madonna del Sangue
PER APPROFONDIMENTI: www.sentieridelverbanocusiossola.it
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 2 tappe, da Cannobio a Falmenta (km 9,5), da Falmenta a Re (km 9)
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 1030 m s.l.m. .
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
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Da Suna a Re
DAL LAGO MAGGIORE ALLA VALLE VIGEZZO
Lago Maggiore
Descrizione Percorso
L’itinerario costeggia per un breve tratto la sponda occidentale del Lago Maggiore da Suna verso Fondotoce, prosegue all’interno della Val Grande – attraverso la Val Pogallo – e si conclude in Val Vigezzo.
Snodo importante del percorso è rappresentato da Cicogna, la “piccola capitale” della Val Grande, che stabilisce il confine tra la civiltà umana e la civiltà della natura: da questa frazione di Cossogno, attraversando la Val Pogallo – una delle due valli principali del Parco Nazionale Val Grande – si raggiunge Finero.
Compiendo dunque un viaggio nella memoria della Val Grande – tra faggete, natura incontaminata e siti di grande interesse anche archeologico – si giunge infine a Re, cuore della religiosità vigezzina e tappa conclusiva dell’itinerario.
Da Suna, in direzione Cavandone, s’imbocca una strada dapprima asfaltata che diventa poi una comoda mulattiera, da cui ha inizio un antico sentiero che – tra boschi di castagni e punti panoramici sul Lago Maggiore – conduce alle falde del Monterosso. Lungo il percorso, s’incontrano diverse cappelle devozionali, una torre di segnalazione di probabile origine altomedievale – la Torraccia – e, all’uscita dal bosco, l’oratorio della Beata Vergine del Buon Rimedio.
Si prosegue lungo i “Sentieri del Monterosso”, salendo in quota fino a Cavandone, luogo ameno in cui spiccano la Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria, un’antica macina e un laboratorio per la fabbricazione delle ceramiche; superato il paese, si scende di nuovo lungo la via principale e ci si dirige verso Bieno, imboccando una strada secondaria. Costeggiando il fiume San Bernardino, ci si muove prima in direzione Santino e poi verso Cossogno, cui si giunge attraversando il ponte romano.
Da qui l’itinerario prosegue lungo l’antica strada medievale che mette in collegamento Cossogno con Cicogna. Si avanza dunque in falsopiano, raggiungendo Miunchio e Ponte Casletto: attraverso una mulattiera che s’interseca con la carrozzabile proveniente da Rovegro, si raggiunge Cicogna, villaggio che separa l’imbocco della Val Pogallo dalla Val Grande.
Una piccola deviazione a ovest, lungo una mulattiera lastricata e selciata, potrà condurre all’Alpe Prà, eccezionale punto panoramico sui laghi Maggiore e d’Orta e sulle montagne circostanti.
Riprendendo il sentiero, s’intraprende dunque la traversata della Val Pogallo. L’itinerario prosegue quindi tra faggete – ritornate maestose dopo i disboscamenti di inizio Novecento – e antichi transiti di pastori. Costeggiando il Rio Pianezzoli, si raggiunge Pian di Boit e l’Alpe Terza, attraverso un sentiero che s’inerpica in un bosco scosceso: si continua dunque per Bocchetta di Terza per scendere poi in valle di Finero. Dopo aver raggiunto l’Alpe Prebusa, proseguendo lungo il sentiero immerso nella faggeta, si attraversa Il Fiume all’altezza di Provola e si arriva a Finero.
La via che unisce Cicogna a Finero attraverso la Val Pogallo, è detto “del Pellegrinaggio” e vide il passaggio non solo di fedeli, ma anche di contrabbandieri e partigiani.
Superato l’abitato di Finero, si abbandona dunque la Val Grande per entrare nella Val Vigezzo: il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali e infine di Re, il cui Santuario della Madonna del Sangue costituisce la meta di questo itinerario devozionale.
PUNTI DI INTERESSE
Cappelle devozionali lungo i Sentieri del Monterosso
Oratorio della Beata Vergine del Buon Rimedio
La Torraccia
Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria
Parco Nazionale Val Grande
Centro visita di Cicogna
Ponte romano
Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali
Santuario della Madonna del Sangue
PUNTI DI APPOGGIO
RIFUGI IN VAL GRANDE
ALTRE STRUTTURE RICETTIVE
PER APPROFONDIMENTI
www.parcovalgrande.it
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 3 tappe, da Suna a Cicogna (km 16), da Cicogna a Alpe Pian di Boit (km 11,5), da A. Pian di Boit a Re (km 13)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 1845 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
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Da Arona a Pella
CAMMINO DI SAN CARLO: DAL LAGO MAGGIORE AL LAGO D’ORTA ATTRAVERSO IL VERGANTE
Lago d’Orta
Descrizione Percorso
L’itinerario ripercorre il primo tratto del cosiddetto “Cammino di San Carlo”, il lungo percorso religioso che da Arona – passando per i Sacri Monti di Orta, Varallo e Oropa – confluisce nella via Francigena e che nella metà del Cinquecento fu più volte percorso dal cardinale Carlo Borromeo, cui si deve la denominazione della via storica.
Questo itinerario, nello specifico, unisce i Laghi del Verbano e del Cusio, da Arona a Pella, passando per i paesi dell’Alto Vergante, attraverso le verdi valli del Vévera e dell’Agogna; il versante cusiano è scandito dai percorsi devozionali che salgono al Monte Mesma e che culminano nel convento e nella chiesa seicenteschi. Dalla sommità del colle, si gode di una suggestiva vista sul Lago d’Orta e, in particolare, sul maestoso massiccio del Monte Rosa.
Ridiscendendo in quota, si superano Lortallo, Legro e Orta, dove sorge il Sacro Monte dedicato a San Francesco d’Assisi; infine, si raggiunge il borgo lacustre di Pella, tappa conclusiva di questo cammino devozionale.
Il percorso ha inizio ad Arona, dal colosso di San Carlo, più comunemente noto come San Carlone; si prosegue in direzione Dagnente e Meina e, percorso un tratto della strada che porta a Montrigiasco, si devia in località Campagna e si raggiungono i Laghi di San Carlo, attraversando fitti boschi.
Si prosegue alla volta della Chiesa di Sant’Eufemia di Paruzzaro e si giunge a Invorio che, per la sua posizione centrale tra il Cusio e il Verbano, è considerata la “porta del Vergante”: lasciato alle spalle il centro abitato, si continua lungo la provinciale che porta all’Alto Vergante e attraverso la sterrata che passa nella fitta vegetazione si raggiunge il Monte Barro, dove è possibile ammirare l’antico villaggio medievale e la chiesetta dedicata a Santa Maria Annunziata.
Da qui, si ritorna sulla strada percorsa e si prosegue in direzione nord, su lievi saliscendi sul versante Est del Motto Alto; si imbocca quindi una mulattiera che si abbassa verso il fondo del torrente Agogna e si raggiunge Ameno.
Attraversato il ponte che collega Ameno alle sue frazioni dell’oltre Agogna, si prosegue fino alla valletta del torrente Membra: si percorre la destra orografica dell’Agogna fino alla Riserva Naturale Speciale del Monte Mesma, dove il tratto del cammino diventa più selvaggio, a stretto contatto con la vegetazione. Imboccata la strada provinciale proveniente da Bolzano Novarese, si continua lungo il percorso devozionale che sale verso la vetta del Colle e che è scandito da alcune cappelle: attraverso una serie di svolte, si raggiunge la cima del Monte Mesma, dove si incontrano il convento e la chiesa, entrambi seicenteschi, governati dai Frati francescani.
Dal Monte Mesma, si scende lungo la Via Crucis che conduce alla strada provinciale di Bolzano Novarese e Miasino: percorso un breve tratto di questa strada, si imbocca il sentiero che porta a Lortallo, frazione di Ameno, e si continua fino alla strada tra Gozzano e Miasino.
Si prosegue lungo la “strada pedonale della Prisciola”, per raggiungere Legro, frazione di Orta, che con le sue suggestive case affrescate è diventato uno dei “paesi dipinti d’Italia”.
Lasciato alle spalle il grazioso borgo, si arriva quindi a Orta attraverso la pedonale che sottopassa la ferrovia: giunti dunque nella suggestiva città cusiana, si va alla volta del Sacro Monte dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi.
Si ridiscende attraverso la bella strada selciata fino a piazza Motta, da cui si potrà prendere il battello dapprima in direzione dell’isola di San Giulio, dove spicca l’abbazia Benedettina Mater Ecclesiae e, infine, verso la sponda occidentale del lago d’Orta, fino al borgo di Pella, tappa conclusiva di questo cammino.
PUNTI DI INTERESSE
Arona
Chiesa dei SS Martiri (Chiesa di San Graziano)
Collegiata della Natività di Maria Vergine
Chiesa di Santa Maria di Loreto (Chiesa di Santa Marta)
Colosso di San Carlo
Parco dei Lagoni di Mercurago
Civico Museo Archeologico
Civico Museo Mineralogico
Rocca borromea
Piazza del Popolo
Invorio
Torre viscontea
Parrocchiale di San Giacomo (Inv. sup)
Parrocchiale di San Pietro e Paolo
Lortallo (frazione di Ameno)
Torre medievale
Orta
Borgo
Sacro Monte
Palazzo della Comunità (o Broletto)
Chiesa Parrocchiale dell’Assunta
Villa Bossi
Villa Crespi
Isola San Giulio
Legro (fraz. Orta)
Borgo
Pella
Masso Coppellato
Torre Medioevale
Chiesa di San Defendente
Chiesa di San Filiberto
Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
Chiesa Parrocchiale di Sant’Albino
Oratorio di San Giulio
NOTE TECNICHE
TAPPE: consigliata la percorrenza in 1 tappa, (km 22)
DISLIVELLO: quota minima dell’itinerario 200 m s.l.m., quota massima 470 m s.l.m. CLICCA QUI per il grafico altimetrico.
DURATA: da 3 a 6 ore per ciascuna tappa
TIPO DI PERCORSO: Escursionismo – PREVALENZA STERRATO
PER APPROFONDIMENTI
http://www.statuasancarlo.it
www.lagodorta.net
http://www.orta.net/sacromonte/
http://www.sacromonte-orta.com
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Percorso circolare, una grandiosa balconata sul Lago d’Orta settentrionale
LAGO D’ORTA: ANELLO DI QUARNA
Lago d’Orta
Descrizione Percorso
località di partenza e di arrivo: Piazza Capitano Beltrami, Cireggio (380 m)
quota massima: Quarna Sopra (860 m)
dislivello: 500 m circa totali
distanza: 10 km totali
tempo di percorrenza al netto delle soste: 4 ore totali
tipologia di percorso: misto (sentiero, asfalto, sterrata)
segnaletica: cartelli bianco/rossi
acqua: fontane nelle borgate
periodo consigliato: tutto l’anno
come arrivare: frazione di Omegna, situata a circa 2 km ad ovest del Comune. In piazza Beltrami, adiacente la chiesa parrocchiale, si trovano alcuni parcheggi ma si suggerisce di lasciare la vettura nella piazza del cimitero (400 m a est, lungo via Leonardo Da Vinci). In autobus: linee Domodossola-Omegna e Novara-Borgomanero-Omegna-Domodossola (www.comazzibus.com).
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi – www.distrettolaghi.it; Ufficio IAT – Piazza XXIV Aprile 19, Omegna tel. +39 0323 61930 – www.visitomegna.it; Comune di Omegna – www.comune.omegna.vb.it; Comune di Nonio – www.comune.nonio.vb.it; Comune di Quarna Sotto – www.comune.quarnasotto.vb.it; Comune di Quarna Sopra – www.comune.quarnasopra.vb.it
L’itinerario
Si parte da Cireggio, frazione di Omegna che diede i natali al comandante partigiano Filippo Maria Bertrami, capo partigiano (1908-1944), dalla piazza antistante la barocca parrocchiale, Santa Maria Assunta. Spalle alla facciata della chiesa, si prende verso sinistra via Varallo, in leggera discesa (cartello “Ponte Bria 0h30” – “Laghetti di Nonio 0h40”) e in costante pendenza si arriva ad un incrocio. Si imbocca la via centrale (sempre via Varallo) e ci si inoltra verso la periferia del centro abitato fino a raggiungere Ponte Bria. Subito dopo il ponte si prende a destra per via Ponte Bria cominciando a salire molto gradualmente mentre il tracciato si incunea in una piacevole valletta. Un cartello bianco/rosso fa deviare quindi verso sinistra, lungo una pista sassosa che si tiene inizialmente parallela alla strada per poi salire in modo più netto, tenendosi sempre sulla pista più evidente (mancano segni che possano aiutare). Si giunge in tal modo a raccordare su un sentiero pianeggiante e si continua sulla sinistra arrivando ai Laghetti di Nonio che sono due, divisi da una sorta di spallone. Poco a monte dell’osteria si trova un’area picnic e un’area giochi (fontana).
Dopo la sacrosanta e doverosa pausa, si torna indietro fino all’inizio del lago e si prende una sorta di selciata a sinistra, nei pressi di un imponente faggio. Non è una strada vera e propria bensì una condotta d’acqua ricoperta da lastre di pietra ed è possibile rendersene conto sbirciando tra i buchi che si trovano a tratti. Il tracciato è molto piacevole, fresco e graduale anche se in alcuni tratti leggermente esposto (prestare attenzione ai bimbi più vivaci). Un sentiero a sinistra, in forte salita, porta rapidamente al ponte della centrale elettrica di Brolo e attraversatolo si prosegue a sinistra, inizialmente su selciata e poi su scalinata che aggira un vecchio edificio. La salita ora è parecchio ripida su sentiero a zig-zag e porta a sbucare nei pressi di un laghetto per la pesca sportiva. Si prosegue oltre il laghetto su strada asfaltata, al bivio si gira a sinistra e con breve salita si arriva a Quarna Sotto (800 m, fontana) caratterizzata da un’ampia piazza decorata con un curioso strumento musicale, un corno, e dalla chiesa di San Nicolao del XVIII secolo.
Quarna Sotto viene definito il “paese della musica” poiché nella prima metà del XIX secolo si sviluppò qui l’attività di costruzione degli strumenti a fiato che si sviluppò diventando nota in tutto il mondo come “Rampone&Cazzani”, ditta tuttora attiva (www.ramponecazzani.com). Il Museo Etnografico e dello Strumento Musicale a fiato ricorda questo successo imprenditoriale con la presentazione dei vecchi metodi di lavorazione ed una esposizione di oltre 300 strumenti a fiato (www.museodellequarne.it).
Tenendo come riferimento la facciata della chiesa frontalmente, si prosegue a sinistra in salita lungo la via Filippo Beltrami passando così davanti al piccolo Museo Etnografico dello Strumento Musicale a Fiato.
Alternativa: se si vuole evitare la strada principale, benché poco trafficata, anziché via Beltrami che sale, si scende lungo Salita San Giuseppe, a sinistra, per prendere poi all’altezza di un pilone votivo a destra per via delle Fontane, in salita. Giunti su strada più ampia si prosegue a destra, in salita, congiungendosi con via Beltrami più a monte. In questo modo, però, per il museo si deve tornare indietro su via Beltrami.
Lungo la strada asfaltata, in continua e leggera salita, si arriva a Quarna Sopra (860 m) passando davanti all’oratorio della Madonna del Pero (del 1598), mentre la parrocchiale Santo Stefano del XVI secolo si trova più spostata sulla sinistra. Dopo il palazzo comunale si segue a sinistra (cartelli “Belvedere”) per arrivare su via Circonvallazione/via Fontegno che va seguita verso sinistra. All’incrocio seguente, ormai fuori dal centro abitato, si prende a destra in discesa fino ad arrivare ad una sbarra oltre la quale si giunge al Belvedere (830 m), un tempo sito per il tiro al piattello e oggi un tranquillo prato con tavolini e ampia panoramica sul lago, sui paesi sottostanti (se avete lasciato l’auto al cimitero di Cireggio potreste anche vederla) e sui laghetti di Nonio: uno spettacolo imperdibile! Dopo il giusto tempo per deliziarsi con la stupenda vista del belvedere si torna indietro fino al bivio più grande e si prende a destra (cartelli “Santuario Fontegno”) e con una bella selciata si arriva al complesso del Santuario Fontegno (750 m, fontana), del XVII-XIX secolo. E’ dedicato alla Madonna della Neve e che si trova quasi nascosto, addossato alla montagna e riparato da alberi anch’esso in posizione molto panoramica. Si prosegue oltre il complesso sacro e si scende in modo molto ripido su tracciato in parte selciato, in parte sentiero per terminare con una scalinata che porta su asfalto. Si continua a sinistra e ci si ritrova alla chiesa di Cireggio il cui campanile è già visibile da lontano.
Per saperne di più:
“Quarna, un paese per la musica”
Dal 1979 una rassegna musicale che ogni estate si svolge nel territorio, ospitando artisti di fama internazionale (www.quarnamusica.it).
Omegna
Città d’artigianato e industria, è nota soprattutto per i prodotti legati alla casa e alla cucina come Alessi, Piazza, Girmi, Lagostina… Qui è stata inventata la moka express, venne prodotta la più nota pentola a pressione e la pastaiola. Nel Museo Forum se ne ricorda la storia (www.forumomegna.it).
Consigli per i baby escursionisti
Itinerario abbastanza lungo che termina con una discesa impegnativa per la ripidità, ma di grande soddisfazione per la panoramicità e la varietà degli ambienti percorsi. Non adatto a passeggini. Nessuna difficoltà invece per gli zainetti porta-bimbi.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino, Annalisa Porporato
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Passeggiata in alta quota con ampi e spettacolari panorami
VALLE VIGEZZO: LAGHI DI MUINO
Valle Vigezzo
Descrizione Percorso
località di partenza: Piani di Vigezzo (1700 m)
località di arrivo: Laghetti di Muino (1922 m)
quota massima: Bocchetta di Muino (1974 m)
dislivello: +300 m -80 m circa solo andata
distanza: 3 km solo andata
tempo di percorrenza al netto delle soste: 1 ora e 30 minuti solo andata
tipologia di percorso: sterrata e sentiero
segnaletica: cartelli bianco/rossi M25
acqua: fontana ai Piani di Vigezzo e lungo la sterrata
periodo consigliato: da giugno ad ottobre
come arrivare: dista 18 km da Domodossola. Direzione Valle Vigezzo e Locarno lungo la SS337. Poco dopo l’abitato di Santa Maria Maggiore seguire indicazioni a destra per “Craveggia” e poco dopo a sinistra (cartello bianco “Benvenuti a Prestinone”). Parcheggi presso la cabinovia in via Carlo Fontana Pittore (www.pianadivigezzo.it). In treno: linea Vigezzina-Centovalli, fermata Prestinone, a 700 metri dalla stazione della cabinovia (www.vigezzinacentovalli.com)
informazioni: Distretto Turistico dei Laghi – www.distrettolaghi.it; Ufficio IAT – Piazza Risorgimento 28, Santa Maria Maggiore – tel. +39 0324.95091; Comune di Craveggia – www.comune.craveggia.vb.it; Unione Montana Valle Vigezzo – www.unionemontanavallevigezzo.it
L’itinerario
La cabinovia di Prestinone porta in una decina di minuti dagli 825 ai 1726 metri della Piana di Vigezzo, un dislivello di ben 901 metri. Usciti dalla stazione a monte dell’impianto ci si ferma un momento ad ammirare il panorama che si apre dal prato che anticipa le abitazioni. Quindi si prende a sinistra passando tra le case (cartello bianco/rosso “GTA L.tti Muino M25”). L’ampia sterrata sassosa prende a salire in modo deciso e ripido. Un breve deviazione a sinistra porta ad una fontana. Una seconda fonte si trova un po’ più in su, lungo la strada, nei pressi di alcuni tavolini di legno. Dopo di questi la sterrata si fa leggermente più graduale e la si abbandona ad una curva netta per andare verso sinistra, lungo un sentiero (cartello bianco/rosso L.tti Muino M25”) che continua a salire costante e continuo, senza interruzioni, fino ad arrivare alla Bocchetta di Muino (1974 m.) caratterizzata da un pilone votivo e da una statua di legno dedicata agli “spalloni”.
Gli spalloni erano contrabbandieri che passavano le Alpi facendo spola tra la Svizzera e l’Italia, introducendo in modo illegale generi di vario genere (dal sale alle sigarette, secondo le epoche). Hanno però assunto un’aura romantica poiché seppur attività illecita, permise letteralmente la sopravvivenza alle popolazioni di confine.
La salita è terminata, si scollina oltre la Bocchetta di Muino proseguendo in Valle Onsernone lungo il sentiero in discesa (cartello bianco/rosso “M25 L.tti Muino”) che passa assai più a monte dell’Alpe Canva (notate la forma curiosa dell’edificio più a monte: si tratta di un paravalanghe), e cambiando drasticamente ambiente poiché dalle zone alberate si passa ad ampie praterie montane che anticipano il primo dei laghetti (1922 m).
Prestando un po’ di attenzione, è possibile effettuare tutto il giro dello specchio d’acqua e, soprattutto verso la zona più lontana dal sentiero, è possibile vedere non poche rane che lo popolano mentre i girini prediligono l’area più vicina al sentiero.
Superato lo specchio d’acqua si punta verso il rifugio bivacco del CAI Vigezzo, proseguendo oltre il sentiero ora pianeggiante che porta in breve all’Alpe Ruggia (1880 m) e al secondo, più grande, lago, solitamente colmo di vegetazione che lo sta trasformando in torbiera.
Per saperne di più:
Valle Vigezzo
Unica valle ossolana che si estende da ovest ad est, presenta un’altitudine media di 800 metri, molto ampia e dolce e ben si presta agli sport “orizzontali” come fondo o corse con i cani. Viene chiamata “valle dei pittori” per la tradizione ben radicata di artisti del pennello che a partire dalla seconda metà del XVII secolo fino al XIX secolo partivano da questi comuni per dipingere in tutta Europa. Una storia ben illustrata dalla presenza, in Santa Maria Maggiore, della Scuola d’Arte fondata dal pittore Rossetti Valentini che la volle gratuita per insegnare a chiunque le basi della pittura. Ma anche storia di fatiche fisiche non indifferenti, come quelle degli spazzacamini che proprio da questa valle partivano, moltissimi da bambini, per svolgere questo improbo lavoro e che vengono ricordati nel Museo della Spazzacamino, a Santa Maria Maggiore (www.museospazzacamino.it; www.santamariamaggiore.info; www.comunesantamariamaggiore.vb.it). Oggi la valle è nota soprattutto per il treno turistico Vigezzina-Centovalli che collegando Domodossola a Locarno, in Svizzera la attraversa completamente: un viaggio indimenticabile! La Valle Vigezzo, tramite il Comune di Malesco e la Val Loana, è anche una delle porte della Val Grande, l’area wilderness più grande d’Europa, selvaggia e isolata i cui sentieri è bene affrontare solo se ben allenati. Per le famiglie è possibile avere un assaggio di questo grande parco attraverso alcuni Sentieri Natura (www.parcovalgrande.it).
Consigli per i baby escursionisti:
Passeggiata facile, non presenta particolari difficoltà se non la salita ripida iniziale su sterrata, che può risultare un po’ noiosa ai piccoli escursionisti. “Noia” presto dimenticata ai due laghetti in cui nuotano girini e ranocchie. Non adatta a passeggini.
Realizzatori del percorso: Franco Voglino, Annalisa Porporato e Nora Voglino
Autori dei testi: Franco Voglino, Annalisa Porporato
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